BASILEA 3: IL COSTO D’IMPLEMENTAZIONE DELLA RIFORMA PER LE BANCHE ITALIANE
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20 June 2011
Sia Partners stima che, oltre a un costoso adeguamento dei requisiti patrimoniali, la prossima riforma Basilea 3 richiederà alle banche italiane un investimento complessivo di circa 590 milioni di euro per la sua implementazione.
Basilea 3 si pone come obiettivo principale l’adattamento delle normativa che regola il settore bancario a situazioni estreme del sistema, al fine di rafforzare la struttura patrimoniale delle banche.
A fine 2010 il comitato di Basilea ha pubblicato un nuovo testo dedicato in particolare al rischio di mercato, alle esigenze in termini di capitale e alla gestione del rischio di liquidità, esplicitando le nuove regole che dovranno poi essere recepite nel diritto italiano.
Per far fronte alle nuove esigenze emerse dalla riforma, le banche italiane dovranno quindi affrontare una serie di costi legati principalmente a:
• l’aumento della quantità e della qualità del capitale da detenere – la riforma richiede alle banche italiane un notevole incremento dei fondi, con conseguente probabile diminuzione della redditività del capitale
• l’implementazione di un progetto di adeguamento – per far fronte ai cambiamenti in termini di organizzazione, processi e strumenti
Le numerose analisi che ad oggi sono state avviate su questi temi si sono concentrate soprattutto sulla stima degli impatti che la riforma avrà in termini di fabbisogno e qualità del capitale che dovrà essere detenuto dagli istituti creditizi, privilegiando quindi l’aspetto patrimoniale e le relative conseguenze sulla composizione del capitale bancario. Le prime stime1 affermano infatti che saranno necessari circa 40 miliardi di euro alle banche italiane per raggiungere i nuovi livelli di capitale di qualità primaria.
Tuttavia l’esperienza dei progetti Basilea 2, partiti ormai qualche anno fa ma ancora in corso in diversi istituti di credito, nonché l’analoga riforma Solvency 2 nel mondo assicurativo, insegnano che gli investimenti richiesti per l’effettiva implementazione delle nuove regole e la loro traduzione nella realtà degli istituti di credito non devono essere sottovalutati. Se è ovvio che i nuovi cantieri da avviare a seguito di questa nuova riforma beneficeranno sicuramente delle precedenti esperienze e dei livelli già raggiunti con i progetti di adeguamento in ambito Basilea 2, va comunque considerato che tali progetti si sono sempre dimostrati più costosi e complessi rispetto alle valutazioni effettuate nelle fasi iniziali. Proprio per questo motivo le banche italiane dovranno stimare correttamente gli investimenti necessari ad adeguare la loro struttura alle nuove regole, tenendo attentamente in considerazione gli aspetti legati alla complessità organizzativa e informativa.
Su questi temi, Sia Partners ha recentemente effettuato uno studio per valutare gli impatti derivanti dall’implementazione di tali cambiamenti normativi sugli attori del panorama bancario italiano, stimando che per tale mercato il costo totale dell’implementazione della riforma Basilea 3 sarà pari a circa 590 milioni di euro, 370 dei quali saranno sostenuti dalle prime 10 banche italiane2.
1. Stima dei costi per il mercato italiano
Metodologia
Sia Partners ha condotto il suo studio sulla base di un approccio di tipo analitico partendo dalla valutazione dei costi di implementazione di un progetto Basilea 3 per una “banca tipo” (approccio « bottom – up »). Successivamente, il modello è stato declinato sui venti principali player del mercato italiano tenendo conto delle specificità di ogni singola banca (tipologia, margine d’intermediazione, trading book…)
Per le restanti banche è stata effettuata un’analisi a livello macro che ha consentito di effettuare una stima complessiva dei costi. Dallo studio emerge che il costo di implementazione della riforma è fortemente correlato alla dimensione (espressa in termini di margine di intermediazione) di ogni banca.
Per il mercato Italiano, i costi complessivi da noi stimati sono di circa 590 mln/€ da consuntivare in un arco di 5 anni.
Le banche di dimensione maggiore affronteranno costi più significativi, dovuti alla maggiore complessità del trading book dei loro attivi patrimoniali.
Si stima che i costi per le prime cinque banche italiane varieranno da 37 a 65 milioni di euro, mentre un progetto base per le seconde cinque banche italiane avrà un costo medio di circa 25 milioni di euro; per le restanti banche della Top 20 invece il costo medio ammonta a circa 9,5 milioni di euro.
Tali costi saranno ripartiti in media su cinque anni, e la maggior parte di essi sarà sostenuta tra il 2011 e il 2013. Dal 2015 i costi invece saranno principalmente dovuti alla manutenzione e al progressivo adeguamento dei dispositivi.
Ripartizione dei costi (milioni € / anno)
L’importo finale stimato rimane comunque molto inferiore a quello sostenuto dalle banche italiane per l’adeguamento a Basilea II. Ciò è dovuto sia alle caratteristiche della nuova riforma sia alla possibilità di riutilizzare in parte strumenti e processi già esistenti.
2. Le principali componenti del progetto
L’implementazione di un progetto Basilea 3 si strutturerà intorno a sei cantieri principali, di cui alcuni saranno un proseguimento delle attività progettuali avviate per Basilea II, mentre altri richiederanno una strutturazione ex novo in termini di risorse e di competenze:

Lo studio da noi condotto ha
dimostrato che il cantiere sui rischi di mercato risulterà essere il più costoso per le banche, insieme al rischio di controparte. Il cantiere sugli stress test è invece prioritario: è un “must have” per l’avviamento degli altri cantieri ma soprattutto sarà obbligatorio per legge dal 1° Gennaio 2012.
In termini di competenze, la nostra stima è che i progetti Basilea 3 richiederanno maggiori investimenti sugli aspetti di business e di modellizzazione rispetto all’esperienza di Basilea II in cui la componente principale è stata certamente quella dello sviluppo applicativo. Le risorse tecnologiche rimarranno un centro di costo prioritario, nonostante i precedenti investimenti IT di cui le banche potranno beneficiare nell’implementazione della nuova normativa.
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3. In sintesi …
La riforma Basilea 3 affronta tematiche che non erano state affrontate precedentemente, analizzando tutti i rischi a cui i gruppi bancari vengono oggi sottoposti. Basilea 3 vuole inoltre anche assicurare omogeneità normativa tra le diverse aree finanziarie (America, Europa, Asia).
Tra i maggiori impatti sul modello di business degli istituti bancari, cominciano ad emergere una serie di conseguenze rilevanti:
1. Un ulteriore rafforzamento degli efficientamenti e della riduzione dei costi, soprattutto per compensare il costo di acquisizione del maggior capitale necessario e il costo di implementazione dei nuovi dispositivi
2. Una sempre maggiore concentrazione dei players, in una logica internazionale
3. Una continuità nell’evoluzione del modello di business, iniziata diversi anni fa, a causa della forte penalizzazione di alcune attività (cartolarizzazioni, attività strutturate, trading)
Nella continuità delle riflessioni e degli sviluppi post-crisi intraprese dalla maggior parte delle istituzioni bancarie, Basilea 3 dimostra di essere un nuovo vettore per la trasformazione del settore bancario nei prossimi cinque anni…
Note
1 Studio d’impatto 2010 Comitato di Basilea – Bankitalia.
2 Considerate in termini di margine di intermediazione.
Articoli in : Finanza/Rischi,Regolamentazione,Servizi Finanziari
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