Novità sui mercati obbligazionari e impatti sulle Banche di Investimento
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17 February 2011
Il 2009 è stato l’anno dei record per i mercati primari obbligazionari; infatti, sia per il contesto di crisi, sia per la difficoltà di accesso al credito, l’emissione di obbligazioni si è rivelata essere un ottimo metodo di finanziamento per le aziende. Il 2010 ha presentato volumi (e cifre) emessi sui mercati comunque elevati, senza però raggiungere i livelli dell’anno precedente. Per le banche di investimento e per quelle tradizionali che gestiscono o partecipano direttamente all’emissioni di obbligazioni, questo contesto è comunque molto attrattivo. Tuttavia, sul piano operativo emerge una sfida importante: un’emissione obbligazionaria si traduce in un gran numero di transazioni (libro degli ordini degli investitori nella fase pre-quotazione) che sono da trattare però in tempi ridotti (non più di qualche giorno).
Un mercato secondario dinamico che necessita di sforzi volti all’efficacia
Il mercato secondario, dopo un 2008 particolarmente agitato (la scomparsa di molti investitori, cancellazione di un buon numero di market-maker, grande volatilità dei prezzi, …), nel 2009 ha registrato un ritorno alla stabilità e un livello di attività sostenuto; che ha consentito fino ad oggi di mantenere elevati volumi anche nel medio termine. Infatti, lato buy l’appetito degli investitori per i prodotti semplici e con rischio limitato dovrebbe restare forte, tenendo in considerazione anche il periodo di transizione post-crisi; invece, nell’ottica sell, le obbligazioni rappresentano il prodotto per eccellenza: semplice, liquido, chiaro. Gli sforzi delle banche, mirati a migliorare l’offerta saranno sempre maggiori: queste dovranno dare nuova luce alla propria immagine e mettere i clienti al centro delle proprie attenzioni. Infine, dovranno essere realizzate delle iniziative volte a favorire la trasparenza, la liquidità e l’efficacia del mercato secondario obbligazionario, tutto questo per contribuire a mantenere elevati i volumi; a titolo esemplificativo, si può citare il progetto Cassiopee per la creazione di una piattaforma referenziale obbligatoria in Europa. Da un punto di vista operativo, nelle banche di investimento i volumi supplementari dovranno essere assorbiti costantemente (la crisi ha imposto infatti una riduzione dei costi) e, allo stesso tempo, il monitoraggio del rischio deve essere rinforzato; però, per affrontare questa sfida, le banche d’investimento devono ancora migliorare la propria efficacia.
La risposta? L’ STP
Il miglioramento dei processi e la capacità dei team operativi nell’assorbire i volumi passa inevitabilmente per l’automatizzazione della catena dell’elaborazione Front-To-Back. Questa “STPizzazione” [1] deve basarsi sugli standard esistenti, a tutti i livelli. A livello Front-Office, l’aumento degli ordini eseguiti elettronicamente attraverso le piattaforme (Tradeweb, Bondvision, MarketAxess, etc.) permette di automatizzare l’inserimento, a condizione che i sistemi informativi delle banche si interfaccino con le piattaforme. Inoltre, tali piattaforme offrono già dei servizi a valore aggiunto (allocazione automatica degli ordini, accesso diretto alle camere di compensazione per le piattaforme interbancarie, etc.) che permettono di dare in outsourcing alcune operazioni. Dal lato del Back-Office, le due grandi cause di interruzione della catena automatica sono:
• L’allocazione degli ordini: gli ordini degli Asset Manager sono spesso eseguiti, lato Front-Office, in blocco (ossia l’Asset Manager raggruppa più ordini su diversi fondi). Lato Back-Office, la finalizzazione dell’ordine deve svolgersi a livello fine, ossia l’intero blocco di ordini deve essere allocato sui diversi fondi dall’Asset Manager, prima di essere inviato per istruzione al depositario.
• La determinazione delle coordinate di regolamento-consegna delle controparti (le “Standard Settlement Instructions”): l’utilizzo di un conto o un di un altro da parte delle controparti dipende da numerosi fattori, che non possono essere tutti modellizzati.

Figura 1: il processo di allocazione e di determinazione delle SSI – Schema semplificato (caso di un deal negoziato in blocco, da allocare, e per il quale le SSI non possono essere dedotte da un referenziale)
Le piattaforme di pre-conferma offrono, oggigiorno, le soluzioni che rispondono tecnicamente a questa doppia problematica. In concreto, le dinamiche di pre-conferma proposte da queste piattaforme, permettono alle controparti di fornire all’interno dei loro messaggi (e in formati standard e lavorabili), sia il dettaglio delle proprie allocazioni, sia le coordinate di regolamento-consegna.
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Figura 2: Utilizzo di una piattaforma di pre-conferma
Se l’utilizzo delle piattaforme di pre-conferma è auspicato da molto tempo dalle banche d’investimento, esistono tuttavia dei freni all’adozione globale e sistematica di questa practice:
• I costi di adesione e di interfaccia a queste piattaforme sono troppo elevati per alcuni attori (i piccoli Asset Manager)
• La coesistenza di diverse soluzioni (Oasys, Trax, Swift, etc.) eterogenee e parzialmente ridondanti tra loro; su questo punto, è necessario definire un target chiaro
Oltre l’STP
Tuttavia l’automatizzazione non è una risposta sufficiente; quando la catena dell’elaborazione è completamente automatizzata e debole, i problemi si focalizzano a 2 livelli:
• La qualità dei referenziali: il problema minore (assenza dei dati, dati erronei, ritardo degli aggiornamenti) si traduce immancabilmente in un’interruzione della catena o in una rottura della stessa
• La qualità degli inserimenti da parte del Front-Office (Trader e Sales) all’inizio della catena dell’elaborazione.
Per quanto riguarda quest’ultimo punto, oltre alle soluzioni tradizionali (monitoraggio della qualità delle immissioni attraverso Key Performance Indicator adatti), esiste un meccanismo efficace per migliorare la qualità degli inserimenti: sanzionare gli errori e i ritardi degli inserimenti, imputando delle penalità – finanziarie – sul Proft & Loss dei Trader e dei Sales (queste sanzioni possono essere riversate sulle funzioni di supporto: Middle-Office e Back-Office). Oggi, mentre tutti invocano un rinforzamento dei controlli e delle funzioni di supporto, è il momento propizio per responsabilizzare i Traders e i Sales creando questo tipo di dispositivo nelle Banche di Investimento.
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[1] STP: Straight Through Processing
Articoli in : Analisi dell'attualità ,CIB,Servizi Finanziari,Tipologia
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