Il Progetto CCBM2: un nuovo passo in avanti per i mercati finanziari europei

Invia Stampa Newsletter 15 June 2010

La necessità di nuove piattaforme

La Banca Centrale Europea (BCE) sta moltiplicando, da qualche anno a questa parte, le iniziative per favorire l’efficienza dei mercati finanziari e per promuovere la stabilità finanziaria e monetaria. La sfida in atto è quella di costruire un Eurosistema [1] efficace e più sicuro per quanto riguarda i sistemi di pagamento e di regolamento dei titoli.

Nel 2007, la creazione della piattaforma unica dei pagamenti in Euro, denominata “Target 2”, dimostrava la volontà di armonizzare e centralizzare i sistemi. Successivamente, nel Luglio 2008, in risposta alle debolezze dei sistemi europei di regolamento-consegna evidenziate dal rapporto Giovannini [2], il Consiglio dei Governatori della BCE ha deciso di dar vita a “Target 2 Securities”, una piattaforma unica di regolamento-consegna dei titoli all’interno dell’Eurozona.
 
L’attuazione di queste piattaforme offre l’opportunità di creare, per la prima volta, un canale unico per l’utilizzo transfrontaliero delle garanzie.

La mobilizzazione degli Eligible Asset, utilizzati come garanzie transfrontaliere, in seguito alle differenti operazioni di politica monetaria è in forte progressione. Questa tendenza è aumentata durante la crisi finanziaria, quando i sistemi di scambio hanno affrontato condizioni estreme: pressione sulla domanda di liquidità, volume di attività incessante, volatilità dei mercati e gestione dei default delle controparti. Oggi, l’attuale meccanismo di gestione delle garanzie dell’Eurosistema, il Correspondent Central Bank Model (CCBM), rappresenta il 36,7% del totale delle garanzie dell’Eurosistema [3]. Il CCBM è un meccanismo nel quale ogni Banca Centrale Nazionale interviene in conto delle altre, in qualità di Corrispondente per gli Eligible Asset e, sino ad oggi, resta uno dei canali principali per il trasferimento delle garanzie transfrontaliere.

Tuttavia questo sistema è stato ideato come una soluzione provvisoria e presenta ancora oggi alcuni inconvenienti: ad esempio, le procedure sono complesse e decentralizzate. Nel Luglio 2008, i Consiglio dei Governatori della BCE decide dunque, in seguito ad una pressante richiesta del mercato, di creare una procedura unica di consegna e di accettazione di tutte le garanzie idonee (titoli e attività non negoziabili): la piattaforma CCBM2 (Collateral Central Bank Management).

Il CCBM2 sostituirà il meccanismo CCBM in seguito all’evoluzione dei princìpi di mobilizzazione delle garanzie.

La mobilizzazione delle garanzie o collateralizzazione

Per rispondere agli obiettivi della politica monetaria unica, le Banche Centrali dell’Eurosistema devono assicurare la liquidità del sistema bancario. Così, quando il mercato interbancario non ha abbastanza liquidità, aprono delle linee di credito che mettono disposizione degli istituti finanziari; in cambio delle iniezioni di liquidità, le istituzioni finanziare forniscono delle attività, di buona qualità, come garanzia. Gli apporti di liquidità sono dunque detti collateralizzati.
Esistono differenti tecniche di mobilizzazione delle garanzie, come la garanzia accessoria, il Repurchase agreement, le riserve comuni (pooling) e l’accantonamento di garanzie (earmarking). Inoltre, la lista delle garanzie eleggibili si presenta sotto due forme:

1. Attività negoziabili: certificati di debito della BCE, obbligazioni, warrants e altri titoli negoziabili sul mercato emessi nella zona Euro e valorizzati in Euro,
2. Attività non negoziabili: crediti privati emessi in Euro nella zona europea.

Nel Settembre 2008, il mercato monetario e interbancario si contrae. In aggiunta alle misure prese dalla BCE dovute alla mancanza di liquidità, fra le quali il prolungamento della scadenza di diversi titoli emessi in Euro e Dollari e l’attuazione di aste ad assegnazione a tasso fisso, si decide di allargare temporaneamente, fino alla fine del 2009, la gamma delle garanzie accettate. Da quel momento, i titoli di credito negoziabili usati come garanzia possono essere nominati in USD, GBP e JPY; il rating per gli attivi negoziabili e non negoziabili viene downgradato da “A-“ a “BBB-“, ad eccezione dei titoli garantiti da asset sottostanti, per i quali il rating di “A-“ resta valido. Inoltre, i titoli di credito emessi da istituti creditizi - ivi compresi i certificati di deposito - non quotati su un mercato regolamentato ma negoziati su mercati non regolamentati riconosciuti dalla BCE, possono essere accettati, così come anche i titoli di credito negoziabili subordinati, purché abbiano una garanzia accettabile e soddisfino tutti gli altri criteri di eleggibilità.

Risultato, l’accesso alla liquidità fornita dalle Banche Centrali aumenta esponenzialmente e la collateralizzazione diventa un problema fondamentale.

Oggigiorno, il meccanismo CCBM che gestisce la mobilizzazione delle garanzie transfrontaliere non è più sufficiente; il suo processo non è omogeneo. L’accesso al credito si basa su un metodo di decentralizzazione e implica sia il rimpatrio della garanzia collaterale, sia l’intervento di diversi attori (banche centrali nazionali, depositari centrali nazionali).

Si prenda l’esempio di una banca italiana che detiene delle garanzie all’estero (in Germania), attraverso un depositario tedesco, che prende a prestito liquidità dalla banca centrale e che in cambio offre la garanzia dei suoi titoli.

Per procedere ai trasferimenti delle garanzie, secondo il meccanismo del CCBM, è necessario che la Banca informi la Banca d’Italia della consegna dei titoli e dia ordine al depositario centrale straniero di consegnare i titoli alla Banca d’Italia, direttamente o attraverso il suo corrispondente. L’ordine di consegna titoli deve essere fatto anche dalla Banca d’Italia; infine, è necessario confermare la ricezione dei titoli ai differenti interlocutori.

Ecco, dunque, che esiste una reale necessità di standardizzare le procedure di consegna e gestione delle attività eleggibili costruendo un sistema unico e centrale.

Consolidamento dei sistemi interni di gestione delle garanzie dell’Eurosistema

In seguito all’aumento delle mobilizzazioni delle garanzie, le interazioni tra attori e processi interni devono essere semplificate e armonizzate. La sfida è quella di ottimizzare la gestione dei collaterali e la gestione di liquidità; questo consolidamento si farà attraverso la costruzione di una piattaforma tecnica unica CCBM2.

Il princìpio di questo meccanismo poggerà su diversi moduli, tra cui il “Message Router” sarà il solo obbligatorio, e avrà come obiettivo la standardizzazione dell’interazione delle garanzie tra i differenti interlocutori (banche centrali nazionali, depositari centrali nazionali, controparti), automatizzando tutte le istruzioni d’invio e di ricezione dei messaggi e dei titoli. Gli altri moduli, facoltativi, gestiranno gli attivi negoziabili e non negoziabili, e saranno: il “Credit & Collateral Management Module”, il “Securities Module” ed infine il “Credit Claims Module”. L’approccio per moduli offrirà ai partecipanti la flessibilità di scegliere quello più conveniente, in funzione del proprio mercato locale. Inoltre, altri due moduli sono stati proposti al Consiglio dei Governatori, per gestire delle procedure d’urgenza.

In termini di realizzazione, la gestione operativa di CCBM2 è stata assegnata alla Banca Nazionale del Belgio e a quella dei Paesi Bassi. Il lancio operativo è previsto per lo stesso periodo della realizzazione del progetto “Target 2 Securities” (TS2), e quindi nel 2013, T2S e CCBM2 saranno entrambi operativi.

Uno dei princìpi base di questa piattaforma, è quello di combinarsi con i moduli di comunicazione di “Target 2” e di “Target 2 Securities”, in modo da creare un accesso tecnico unico e condiviso. Quindi CCBM2 interagirà in maniera molto stretta con le altre due infrastrutture, in materia di liquidità; permetterà, ad esempio, di regolarizzare i crediti di una controparte in “Target2” nel momento in cui i titoli verranno pagati via “T2S”.

 

L’interdipendenza di questi tre sistemi è la reale attuazione della struttura del mercato europeo di pagamento e di regolamento-consegna dei titoli; la Bce incoraggia questo tipo di interoperabilità, perché si tratta di un vettore di gestione dei rischi. Anche attraverso la direttiva sui “Mercati degli Strumenti Finanziari” (MIF) e attraverso il “Codice di Condotta” siglato dai gestori dei sistemi, la BCE favorisce sia l’interdipendenza tra i maggiori attori per la gestione dei rischi sui mercati finanziari, sia incentiva la concorrenza e la diminuzione dei costi. L’Eurosistema si costruisce e si consolida. Tuttavia, un’eccessiva interdipendenza tra i diversi sistemi potrebbe causare la propagazione di un’anomalia, sia nel caso di una disfunzione operativa che in quello di un default di una controparte, qualora questa risulti incapace ad assolvere le proprie obbligazioni. La BCE, per poter affrontare le eventuali anomalie, deve dunque vigilare sulla buona qualità di cooperazione e di scambio di informazioni tra i differenti attori.

[1] Definizione di Eurosistema: istituzione europea che raggruppa la BCE e le banche centrali nazionali (BCN) degli Stati membri dell’Unione Europea che adottano come moneta l’Euro.
[2] Fonte: Primo Rapporto Giovannini, 2001, http://ec.europa.eu/internal_market/financial-markets/docs/clearing/first_giovannini_report_en.pdf
Fonte: Secondo Rapporto Giovannini, 2003,http://ec.europa.eu/internal_market/financial-markets/docs/clearing/second_giovannini_report_en.pdf
[3] Fonte : BCE, Rapporto Annuale, 2008, http://www.ecb.int/pub/pdf/annrep/ar2008fr.pdf
 

Articoli in : Servizi Finanziari, Regolamentazione, Basilea II, MiFID, Strategie, Asset Management/Titoli, Finanza/Rischi, Sistemi di pagamento, Tipologia, Analisi dell'attualità

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