Per una moderna gestione dei rischi
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13 July 2009
Viviamo in un mondo pieno rischi… Come dimostrano i grandi avvenimenti degli ultimi anni, il fattore rischio, sia di tipo finanziario, o climatico, industriale, legale o reputazionale, fa parte della nostra vita quotidiana e, se consideriamo l’aumento della complessità sempre più evidente nella nostra società, questa tendenza può solamente aumentare.
Per quanto riguarda il settore dei Servizi Finanziari, è necessario un adeguamento continuo delle normative per far fronte alle nuove forme di rischio e alle conseguenze degli avvenimenti che si potranno verificare. Un aspetto particolare di questo settore è, dato dal fatto che la conoscenza e la gestione dei nuovi tipi di rischio si possono concretizzare solo a posteriori e cioè quando le relative conseguenze si sono materializzate ed è possibile analizzarle o definire dei modelli . E’ proprio in questo contesto che sono emersi nuovi quadri normativi come SOX / LSF, IAS / IFRS, Basilea II, Solvency II, la direttiva MiFID, il Controllo Interno, la Conformità, la Lotta anti riciclaggio… É ovvio che l’attuale crisi comporterà tutta una serie di nuove esigenze normative, alcune delle quali sono già in preparazione, soprattutto nel mercato dei capitali, in tema di liquidità o di potenziamento dei controlli delle agenzie di rating.
Di fronte a una tale quantità di norme di riferimento l’applicazione, ma soprattutto la gestione e la coerenza di queste regole diventano un vero e proprio "rompicapo" per i dirigenti degli istituti bancari o assicurativi. In effetti, negli ultimi anni il numero di funzioni specifiche si è moltiplicato. Alle funzioni più tradizionali che riguardano il rischio di credito, di mercato, di tasso e di liquidità, l’audit interno o la sottoscrizione per l’assicurazione si sono aggiunte la conformità, la deontologia, il controllo permanente e il rischio operativo. Oggi, la sfida più difficile consiste nel riuscire ad articolare in modo ottimale tutte queste funzioni che possono essere ridondanti e per le quali molti possono rivendicare il diritto alla supervisione e alla gestione dei rischi d’impresa.
In modo abbastanza paradossale, dato che la gestione del rischio è un’attività fondamentale nel settore finanziario, i suggerimenti possono venire dal settore industria. Gli esempi dell’applicazione di metodi industriali al settore finanziario sono infatti sempre più numerosi. Da alcuni anni, stiamo infatti assistendo alla comparsa di una funzione che è dedicata all’identificazione e alla gestione “globale” dei rischi d’impresa, comunemente nota come “Enterprise Risk Management” e il cui responsabile è il “Chief Risk Officer”. Queste definizioni hanno scarsi equivalenti nella lingua italiana, poichè fanno riferimento a un approccio che prende in considerazione l’insieme dei rischi d’impresa prescindendo dalla classica organizzazione in "silo" con varie direzioni, ciascuna responsabile del rischio di credito, del rischio di mercato, della conformità ecc ….
L’obiettivo di questa funzione non è certamente quello di includere in un’unica entità tutte le attuali attività di gestione del rischio, ma è quello in primo luogo di individuare in modo esaustivo tutti i rischi a cui è esposta l’impresa e, in secondo luogo, di gestire tali rischi o accertarsi che questi vengano adeguatamente gestiti dall’entità che ne è responsabile. Nel caso dei gruppi bancari ad esempio, il rischio di tasso e di liquidità, è controllato di norma dalla Direzione Finanziaria mentre il Rischio di Mercato è gestito piuttosto a livello delle attività di una Banca di Investimento.
La funzione di "Enterprise Risk Management” mira a fornire una panoramica completa dei rischi alla Direzione Generale e agli organi responsabili consentendo di adottare delle azioni comuni e congruenti, che tengano conto della diversa natura del rischio. Tale funzione è anche responsabile della parte operativa e del coordinamento per l’esecuzione dei relativi controlli e per lo sviluppo di strumenti di sorveglianza e di gestione.
Alcune compagnie di assicurazione e alcuni istituti bancari stanno cominciando ad organizzarsi in base a questa logica, ma la strada sembra ancora lunga, perché si tratta di veri e propri progetti di trasformazione d’impresa dove i limiti di responsabilità tra le attuali funzioni possono rappresentare degli ostacoli. Il passaggio a questa moderna gestione dei rischi richiede anche un cambiamento culturale, una necessità ancora più importante alla luce delle problematiche e delle lacune rilevate nella possibilità di anticipare questi rischi.
Articoli in : Finanza/Rischi,Servizi Finanziari
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