Preparare correttamente l’ispezione della Commissione Bancaria

Invia Invia Newsletter 8 June 2009

In questo periodo di applicazione della regolamentazione Basilea II, il calendario delle banche è ricco di incontri importanti e si può essere certi che uno dei più importanti di questi sarà la visita di omologazione della Commissione Bancaria. Per la maggior parte delle grandi banche italiane questo appuntamento non è che un ricordo, al contrario esso resta un obiettivo importante per le realtà di dimensioni più ridotte e per alcune filiali delle grandi banche.

Questa ispezione serve a controllare la corretta applicazione della regolamentazione e determina, di conseguenza, l’omologazione o meno della banca. Per far fronte a questa scadenza, le Direzioni dei Rischi cominciano a prepararsi diversi mesi prima, nella misura in cui tutta la loro organizzazione è coinvolta.

Rispetto di un calendario regolamentare

L’ispezione della Commissione Bancaria viene effettuata in base ad un calendario predefinito, per dare sufficiente tempo alle banche di elaborare il loro piano d’azione ed identificare i lavori prioritari. Infatti, a causa dell’ampiezza dell’attività delle banche, l’esame della Commissione Bancaria viene svolto in più fasi:
- in funzione dell’approccio adottato per il calcolo dei fondi propri (Metodo Standard, IRB, IRBA)
- in funzione del portafoglio (Retail, Corporate, …)
- in funzione della componente di rischio (rischio di credito, rischio finanziario, rischio operativo, …)

Un’organizzazione dedicata

L’attuazione della regolamentazione di Basilea ridefinisce completamente l’organizzazione della Direzione dei Rischi delle banche, adottando così nella maggior parte dei casi la procedura Basilea II. Infatti, tutte le attività (modellizzazione, accentramento dei rischi, ….) vedono i loro progetti organizzati e, talvolta, prioritizzati in funzione della loro importanza dal punto di vista dell’omologazione. Tutti gli operatori bancari (Direzione dei Rischi, Incaricati alla clientela, Responsabile procedure, Direzione informatica, …) sono dunque coinvolti e formano un’organizzazione dedicata ad un progetto globale la cui scadenza finale può essere a diversi mesi, se non anni. Saper coordinare perfettamente un organigramma così diversificato e così denso si rivela fondamentale per il successo del progetto, il cui obiettivo è l’omologazione. A causa della molteplicità delle attività, del loro impatto e delle loro scadenze più o meno lunghe, la creazione di un gruppo d’omologazione dedicato può rivelarsi molto utile. Oltre alle indispensabili funzioni di controllo e di reporting, il gruppo d’omologazione può anche fornire un’esperienza regolamentare per verificare il corretto adeguamento tra le esigenze delle attività ed i vincoli di Basilea II, da una parte, ed i progetti organizzativi ed informatici, dall’altra. Inoltre, questa conoscenza delle corrette pratiche di Basilea II si rivela molto preziosa nella fase di gestione del cambiamento a cuidovrannosottostare i i futuri utilizzatori.

Il dossier d’omologazione

Durante la sua ispezione, la Commissione Bancaria si baserà su un dossier d’omologazione Basilea II, che le sarà fornito preventivamente dalla banca sotto esame. Tale dossier ha l’obiettivo di raccogliere e presentare la documentazione a supporto della conformità della banca alle direttive di Basilea II. La sua presenza è un pre-requisito fondamentale al corretto svolgimento dell’ispezione e la sua realizzazione può comportare un carico di lavoro considerevole, le cui implicazioni devono essere identificate  con largo anticipo.

Una volta selezionata e raccolta la documentazione, è necessario definire rapidamente la struttura “fisica” del dossier. Infatti, poichè l’ispezione della Commissione Bancaria si svolge spesso in poche giornate intense, o in qualche settimana, questa preferisce disporre di documenti specifici (e, dunque, meno voluminosi) sui temi fondamentali di Basilea II. Il dossier d’omologazione può, quindi, tradursi nella realizzazione di diversi documenti da consegnare, che coprono tutti gli aspetti del progetto Basilea II come illustrato nella seguente figura.

Questa suddivisione dei documenti consente, inoltre, una migliore ripartizione dei contributori e delle figure incaricate della validazione delle differenti parti del dossier. Infatti, bisogna considerare che questi ultimi saranno domani gli interlocutori diretti della Commissione Bancaria, da qui l’estrema importanza della loro identificazione. Talora al momento dell’ispezione, gli esperti delle attività dovranno fornire delle presentazioni sintetiche del settore ai membri della Commissione, basandosi sul dossier d’omologazione; la corretta conoscenza di quest’ultimo sarà un vero fattore chiave del successo.

Un’altra “buona pratica”: realizzare per ogni documento una “bibliografia”, vale a dire l’insieme dei supporti (validati internamente) utilizzati per la sua redazione. Infatti, la Commissione Bancaria vorrà avere accesso a tutti i documenti annessi, da qui la necessità di definirli correttamente e di classificarli preventivamente. Ad esempio, dovranno essere raccolte e messe a disposizione tutte le guide utente (criteri di classificazione, …) ed i “dizionari” dei dati.

Infine, quando una casa madre si fa esaminare, deve talvolta farsi carico dell’omologazione delle sue filiali. Per questo, è preferibile realizzare un dossier completo per ogni filiale. Inoltre, è importante identificare in anticipo i contatti nell’ambito delle filiali coinvolte nel contenuto del fascicolo; ciò per semplice considerazione logistica quando la filiale è all’estero, ad esempio, ma anche per l’assoluta necessità di disporre del loro calendario di passaggio ai metodi regolamentari Standard/IRB/IRBA. Infatti, è possibile che alcune filiali non possano rispettare lo stesso calendario della casa madre per diverse ragioni (trasformazione del sistema informatico, dimensione, gestione economica dei fondi propri, …) e all’occorrenza le ragioni devono essere correttamente argomentate nella presentazione alla Commissione Bancaria.

 

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