Backtesting & Benchmarking: oltre la pratica regolamentare
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28 January 2009
Le tecniche di Backtesting e di Benchmarking rispondono ad una duplice esigenza: se, da una parte, sono metodologie indispensabili per l’attuazione di una gestione ottimale del rischio e per la sorveglianza dei sistemi di rating delle banche, dall’altra rappresentano, nell’ambito dell’applicazione della riforma Basilea II, una sfida normativa per la validazione IRBA (approccio Advanced Internal Rating Based).
I ruoli del Backtesting e del Benchmarking
Dal momento in cui banche e compagnie di assicurazione ha iniziato a sviluppare “modelli interni” di valutazione del rischio (insolvenze, perdite, sinistri, ecc.), é nata l’esigenza di appurare, nel tempo, la performance, la qualità e la stabilità dei modelli utilizzati. Le metofologie di Backtesting e di Benchmarking (quando l’utilizzo di quest’ultima è pertinente e possibile) si rivelano allora indispensabili: esse rappresentano infatti il pre-requisito, e non solo una “best practice”, per ogni sistema di gestione dei rischi basato su “modelli interni”.
Tali metodologie, essenziali per la previsione dei rischi, s’inseriscono nel quadro normativo recente (Basilea II, per l’attività bancaria e Solvency, per l’assicurazione).
Nell’ambito del nuovo accordo di Basilea, le banche sono tenute a dimostrare la performance del propri sistemi di rating [1].
Il Backtesting [2] è una metodologia quantitativa e/o qualitativa necessaria, ma non sufficiente, a misurare il carattere predittivo dei modelli attuati nel quadro di una gestione proattiva del rischio. Consiste nel confrontare retroattivamente i parametri derivanti dal sistema di calcolo del rating (PD, LGD, EAD per l’IRBA) con i risultati osservati sul periodo analizzato. Si tratta, quindi, di accertare, in una logica di verifica dell’efficienza del processo, che i parametri di rischio “realizzati” si inseriscano nell’intervalli corretti relativamente ai parametri di rischio stimati.
Il Benchmarking [3], da parte sua, è una metodologia quantitativa e/o qualitativa che consente di validare la coerenza del rating rispetto a strumenti esterni rilevanti. Mira a identificare e ad analizzare gli scarti tra i parametri interni dei rischi e quelli relativi a “Benchmark” o “riferimenti” esterni (modelli esterni o strumenti di riferimento (banche dati, ecc.).
Quale attività per quale analisi?
Backtesting e Benchmarking sono due attività complementari di supervisone dei dispositivi di valutazione e di gestione dei rischi per le attività bancarie e le compagnie di assicurazione. Adeguatamente utilizzate, consentono di calibrare (o ricalibrare) i modelli di rating e, dunque, gli strumenti di verifica del livello di rischio relativo alla vendita di prodotti o alla valutazione del comportamento dei clienti, rispondendo soprattutto alle problematiche seguenti:
• Le previsioni sul rischio sono coerenti con la probabilità che il rischio in questione si manifesti? Si cerca qui di verificare retroattivamente il parametro di rischio ex post con il parametro stimato (attività 1 del Backtesting, schema di seguito);
• Qual’é il posizionamento della società rispetto al mercato?
• Le previsioni di rischio per la società sono coerenti con quelle del mercato? Il benchmarking della stima interna col sistema di riferimento esterno permette di rispondere a questa domanda (attività 2 del modello del benchmarking)
• Le relazioni di rischio sono coerenti con quelle del mercato? (attività 3 del modello di benchmarking delle perdeite o dei sinistri)
La risposta a queste domande fornisce un quadro completo per la gestione e la supervisione degli strumenti di verifica del rischio.
I punti chiave del Backtesting & Benchmarking
L’industrializzazione
Se l’interpretazione qualitativa e i processi decisionali non possono essere automatizzati, l’industrializzazione dei flussi dati e delle elaborazioni (raccolta, stoccaggio di dati spesso eterogenei e integrazione delle informazioni provenienti da Sistemi Informativi diversi) dovrebbe consentire un’analisi ottimale dei risultati e una ripetizione periodica dell’attività di analisi. L’obiettivo è quello di produrre un report specifico che dia affidabilità all’attività e minimizzi il suo costo in termini di budget e di tempi.
Convergenza delle nomenclature
Nell’ambito del Benchmarking, essendo la nomenclatura dei dati interni a priori differente da quella dei dati esterni, risulta indispensabile la comparazione dei parametri di rischio su una stessa nomenclatura. La convergenza consiste allora nel far corrispondere le fonti dei dati attraverso l’adozione di regole rigorose e documentate. In pratica si adotta il sistema che consentirà di ottimizzare la precisione della corrispondenza tra le due fonti per minimizzare la perdita d’informazione.
La sintesi delle analisi e la comunicazione
Elemento alla base del Backtesting e del Benchmarking; i risultati devono rispettare tre punti chiave:
• informazioni non complesse in termini statistici e matematici, che consentano di utilizzare operativamente i risultati e di convertire le analisi in azioni correttrici;
• flessibilità nell’elaborazione, nella visione e nella lettura dei risultati;
• allegati che riportino in dettaglio gli elementi chiave dell’analisi.
La “governance”
Un progetto di Backtesting e/o di Benchmarking è trasversale poiché richiede la partecipazione delle diverse realtà della banca. Infatti, per essere valida, un’azione correttrice che coinvolga un parametro di rischio deve essere decisa collegialmente da un comitato tra la direzione centrale dei rischi, i funzionari, i commerciali e la direzione finanziaria.
La sfida di un tale progetto non è solo di assicurare l’esattezza e la coerenza dei sistemi e delle procedure di rating, così come della valutazione dei fattori di rischio, ma anche di progettare e proporre un vero strumento di gestione dei rischi e di supporto alla decisione.
Sia Conseil Italia
Note:
[1] BIS §500, CAD §109 : « Credit institutions shall have robust systems in place to validate the accuracy and consistency of rating systems, processes, and the estimation of all relevant risk parameters. A credit institution shall demonstrate to its competent authority that the internal validation process enables it to assess the performance of internal rating and risk estimation systems consistently and meaningfully.»
[2] BIS §501, CAD §110 : « Banks must regularly compare realised default rates with estimated PDs for each grade and be able to demonstrate that the realised default rates are within the expected range for that grade. Banks using the advanced IRB approach must complete such analysis for their estimates of LGDs and EADs. Such comparisons must make use of historical data that are over as long a period as possible. »
[3] BIS §502, CAD §111 : « Banks must also use other quantitative validation tools and comparisons with relevant external data sources. The analysis must be based on data that are appropriate to the portfolio, are updated regularly, and cover a relevant observation period. »
Articoli in : Basilea II,Finanza/Rischi,Punti di vista,Servizi Finanziari

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