Riforma Solvency II: gli insegnamenti del QIS 3

Invia Invia Newsletter 8 August 2008

sf-17-chiavi_qis_3.JPGIl CEIOPS (Committee of European insurance and occupational pensions supervisors), ha condotto nel periodo aprile-giugno 2007 il terzo studio d’impatto quantitativo (QIS 3) nel quadro dei lavori preparatori alla nuova normativa «Solvency II» (cf. articolo “Come organizzare un progetto Solvency II”). La Commissione Europea aspettava dal CEIOPS un giudizio sui modelli di calcolo del Requisito Minimo di Capitale (Minimum Capital Requirement (MCR)) e del Requisito di Solvibilità (Solvency Capital Requirement (SCR)) nonché la valutazione relativa alle specificità della norma per i gruppi assicurativi. Il coinvolgimento degli operatori è costantemente cresciuto nel corso dei diversi studi sul campo condotti dal CEIOPS, anche se la partecipazione delle aziende di dimensione minore è stata solo marginale. Le misure che verranno adottate rischiano di risentire di un vantaggio a favore delle aziende di taglia medio-grande. Da questa indagine emergono due conclusioni fondamentali. Se da una parte, gli operatori sottolineano che la formula standard è di difficile attuazione dall’altra chiedono alla Commissione Europea di fornire ulteriori chiarimenti sull’ipotesi detta « best estimate », che costituisce il fulcro della nuova riforma. Le possibili interpretazioni sono in effetti troppo numerose per far sì che tale principio sia realmente efficace.
L’articolo che segue – pubblicato a dicembre 2007 sulla rivista “Tribune de l’Assurance” – prende in esame i risultati del QIS 3 precedentemente evocati e suggerisce qualche spunto di riflessione per le future consultazioni.

Il Ceiops, per conto della Commissione europea, continua a condurre i lavori preparatori per la nuova normativa Solvency II. Per la terza volta, gli assicuratori e gli organismi mutualistici europei sono stati sollecitati con l’obiettivo di « testare» la futura direttiva comunitaria. Più precisamente, l’oggetto di questo terzo studio di impatto qualitativo (QIS 3), condotto tra aprile e giugno 2007, era valutare la fattibilità dei calcoli richiesti, testare la calibrazione del modello standard per il calcolo del Requisito Minimo di Capitale e del Requisito di Solvibilità e, infine, di valutare le specificità della norma sui gruppi assicurativi. Tali obiettivi dell’analisi sono stati confermati dalla Commissione europea in una mettera del 19 luglio 2007.

Una maggior partecipazione. La partecipazione a quest’ultimo studio d’impatto, su base volontaria, ha toccato il suo apice: su scala europea, circa mille società hanno infattio partecipato al QIS 3. Non si può che essere soddisfatti per questa massiccia partecipazione: questi studi permettono in effetti agli operatori di familiarizzare con le specificità della riforma e di suggerire le correzioni che ritengono necessarie. Ciononostante é importante sottolineare che sono poche le società di piccole dimensioni che hanno ritenuto di rispondere al QIS 3 – solo il 5 % delle aziende con un volume d’affari inferiore ai 100 milioni di euro ha infatti accettato di partecipare. Tale assenza di partecipazione non agevolerà certamente tali società nel far valere le proprie ragioni nei confronti del legislatore.

Dall’inchiesta emergono due conclusioni principali: la formula standard è di difficile attuazione, nonostante il regolatore si sia sforzato di apportare le dovute correzioni al modello. Questo punto assume particolare importanza, dal momento che una recente inchiesta del Comitato Europeo degli Assicuratori (CEA) emerge che un gran numero di società assicurative, in gran parte di piccola dimensione, prevedono di utilizzare la formule standard anziché un modello interno. Viene poi rimproverato al regolatore di non tener sufficientemente conto della taglia delle strutture: alcuni operatori si spingono fino ad accusare la futura normativa di favorire le imprese di grandi dimensioni. La seconda conclusione dello studio attiene alla necessità che gli assicuratori valutino i loro futuri impegni nei confronti degli assicurati in termini di valore di mercato. I partecipanti considerano che la definizione del best estimate sia troppo imprecisa e che dovrà essere meglio definita dalla Commissione Europea. Le risposte fornite sottolineano la grande divergenza interpretativa di questa definizione, soprattutto nel ramo assicurativo-vita. E’ stato inoltre stabilito che la stima è molto sensibile alle ipotesi prese in considerazione, soprattutto a quelle relative alla valutazione del comportamento dell’assicurato.

Questi aspetti verranno perfezionati… nel QIS 4. Se il progetto di direttiva, reso pubblico dalla Commissione europea nel luglio scorso, è stato oggetto di consensi, rimane pur sempre vero che verranno condotti numerosi studi prima di pubblicare la versione finale della norma, verosimilmente nel corso del primo semestre del 2010. Nella sua lettera del 19 luglio scorso, la Commissione ha precisato l’obiettivo del prossimo studio di impatto quantitativo, che dovrà testare, tra l’altro, una semplificazione appropriata del modello standard per le società assicuratrici di piccola dimensione, così come la semplificazione del calcolo delle provviste tecniche. Le consultazioni del QIS 4 si sono tenute dal 15 dicembre 2007 al 5 febbraio 2008, mentre lo studio, effettuato nel periodo compreso tra aprile e giugno 2008, verrà reso noto a novembre 2008.

Siamo pronti a scommettere che questi risultati, sommati alle reazioni che susciteranno i futuri consultation papers del Ceiops, permetteranno alla Commissione di redigere una riforma che riuscirà a raggiungere pienamente i propri obiettivi: quali proteggere gli assicurati, migliorare la gestione del rischio coperto e armonizzare a livello europeo il settore concorrenziale dell’assicurazione. Sarebbe altrettanto interessante esaminare le conseguenze più macroeconomiche della riforma, in particolare quelle relative alla modificazione delle scelte di investimento che ne potrebbe derivare: per rispettare le esigenze di « Solvency II », gli operatori abbandoneranno il mercato delle azioni « troppo rischioso », o quello immobiliare troppo costoso ?
Che portata avranno questi cambiamenti di comportamento, ammesso che si manifestino? O ancora, saranno anacronistici ? Sono questi i temi che i prossimi QIS dovranno inevitabilmente affrontare…

Sia Conseil Italia

icona-acrobat-picco.jpgScarica l’articolo Tribune de l Assurance_Qis-3_-fr_2007-12.pdf

Articoli in : Assicurazioni,Punti di vista,Servizi Finanziari,Solvency II

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