Il deserto del Sahara, gigantesca stazione solare: un’utopia?
Invia Stampa Newsletter 14 September 2009
Se s’installassero dei collettori solari soltanto su un ventesimo della superficie del Sahara si potrebbe avere una quantità di corrente elettrica sufficiente a coprire le esigenze di energia di tutto il mondo. Il problema però è quello di riuscire a trasportare questa energia a dei costi adeguati….
Nella ricerca di nuove fonti di energia sostenibili e rinnovabili per soddisfare la domanda mondiale, gli sforzi sono concentrati su una serie di soluzioni sempre maggiore. Terra, mare, aria e spazio sono oggetto di riflessione nell’ambito della valorizzazione energetica: energia generata dal movimento delle onde, costruzione di centrali solari nello spazio per ovviare al problema della discontinuità e molte altre opportunità che si profilano all’orizzonte.
Tra queste, c’è la realizzazione d’impianti solari in pieno deserto.
I deserti, di solito scarsamente popolati, offrono già il vantaggio di un’enorme disponibilità di spazio. Alcuni poi, come il deserto del Sahara, sono delle vere e proprie oasi di energia a causa delle radiazioni solari dirette molto forti(1) e quasi continue (3000-3500 ore di sole all’anno rispetto alle 1500 ore di Parigi). D’altra parte le tecnologie solari con pannelli fotovoltaici e con collettori a concentrazione hanno ormai raggiunto un tale livello di sviluppo da poter prendere in considerazione la realizzazione di grandi stazioni solari in aree che risultano essere le più appropriate (Fig. 1).

Fig1.
Zone più adatte all’utilizzo dell’energia solare concentrata (termodinamica solare)
(Stine e Geyer, 2001)
Degli impianti con collettori solari cilindro-parabolici installati su 1/20 della superficie del Sahara (2) sarebbero sufficienti a coprire la richiesta mondiale di corrente elettrica che è di circa 18.000 TWh / anno. Per questo motivo, la TREC (Trans-Mediterranean Renewable Energy Cooperation) in collaborazione con il Centro aerospaziale tedesco (DLR), nell’ambito del progetto DESERTEC, sta facendo da alcuni anni delle ricerche per valutare la fattibilità di una soluzione che permetta di produrre elettricità e acqua dolce ricorrendo a centrali solari a concentrazione realizzate nel deserto del Sahara. L’idea è quella di produrre acqua dolce con dei procedimenti di desalinizzazione dell’acqua di mare (per distillazione o filtrazione) che utilizzano una parte dell’elettricità o del calore prodotto nella stazione solare.
Il progetto mira, da un lato a dare delle prospettive di sviluppo a questi paesi del Sahara e dall’altro ad esportare una parte dell’elettricità prodotta per soddisfare le richieste di bioenergia dell’Europa.
Come al solito il costo per un progetto di questo tipo è il principale ostacolo alla sua realizzazione. Il trasporto dell’elettricità su lunghe distanze dovrebbe avvenire mediante cavi a corrente continua ad alta tensione ma il costo di questa tecnologia resta molto alto (circa 500M € / 1000 per una linea di HVDC 2GW).
Questo problema legato ai costi però non impedisce che altre iniziative europee prevedano lo stesso tipo di valorizzazione dell’energia solare. Infatti, il Plan solaire Méditerranéen (Programma solare per il Mediterraneo) prevede di produrre fino a 20 GW di energia solare nell’area del Mediterraneo entro il 2020.
La valorizzazione di questo potenziale inesauribile di energia dei deserti richiederà anche l’introduzione di strumenti d’incentivazione e di promozione (tariffe di rivendita, Certificati Verdi) per rendere più competitivi tali investimenti. Le tariffe di rivendita garantiscono un prezzo fisso per la vendita dell’energia prodotta da fonti rinnovabili che consente all’investitore di rientrare nei costi. Anche i Certificati Verdi rappresentano un modo per promuovere le energie rinnovabili: a un produttore di energia rinnovabile vengono assegnati dei Certificati Verdi, che potrà valorizzare in seguito nell’ambito di un mercato dedicato.
Si tratta di meccanismi ben noti che si sono già dimostrati validi da alcuni anni nel contesto europeo e che permetterebbero di aggiungere valore (G.un valore aggiunto) agli investimenti nel solare sahariano.
Note:
(1) recentemente dei rilievi effettuati dalla NASA tra il 1983 e il 2005 collocano la regione di Agadem (Nigeria) al secondo posto fra le zone con maggiori radiazioni solari nel corso dell’anno con una media di 6.78Kwh / m² / al giorno.
(2) dati calcolati: rendimento netto annuale di conversione energia solare-elettrica = 20%, intensità media delle radiazioni solari dirette = 2Twh/km = ² / anno
Qui di seguito un’immagine del progetto DESERTEC che illustra la possibilità di condividere in un’unica infrastruttura le fonti di energia dell’Europa e dell’area del Mediterraneo:

(Foto : Sylvaine Thomas - Fotolia)
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