Le promesse dell’immagazzinamento dell’energia
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12 May 2009
La crisi del gas russo ha evidenziato l’interesse degli Stati a disporre di riserve energetiche per premunirsi contro una carenza di approvvigionamenti. A fronte di una domanda che non smette di crescere, l’irregolare distribuzione e l’esaurimento delle fonti energetiche fossili, che rappresentano ancora l’80% dei consumi di energia primaria, continueranno ad essere una causa significativa di conflitti. Gli Stati devono assicurare la loro indipendenza energetica. L’immagazzinamento dell’energia consente di soddisfare questo obiettivo, poiché ottimizza l’utilizzo delle fonti rinnovabili prodotte localmente. Ma, se gli idrocarburi si possono immagazzinare facilmente, ciò rappresenta per l’energia un’importante sfida tecnica. Cominciano ad emergere, e sono molto promettenti, studi tendenti a sviluppare tecniche efficaci.
Su un piano teorico e scientifico, possiamo soddisfare tutte le nostre esigenze di elettricità grazie alle fonti rinnovabili dell’eolico e del solare. La valorizzazione di queste energie presenta vantaggi che sono ampiamente riconosciuti: la riduzione delle emissioni di gas serra, lo sviluppo di iniziative a livello locale, l’alternativa al nucleare, che rimane una soluzione controversa. Tuttavia, gli investitori sono reticenti ad impegnarsi: nel 2005, l’eolico ed il solare non rappresentavano che lo 0,17% della produzione totale di elettricità in Francia. Questo perché i ritorni sugli investimenti non sono garantiti. Queste fonti sono soggette ai cambiamenti del clima; sono, quindi, intrinsecamente instabili e non consentono di adattare l’offerta alla domanda, anch’essa variabile. Arrivare, grazie a tecniche efficaci, ad un immagazzinamento dell’energia accumulata nei periodi di scarsa domanda, per poi immetterla di nuovo in rete in funzione delle esigenze, colmerebbe le carenze di produzione e, nello steso tempo, accrescerebbe la competitività di queste fonti.
Il problema dell’immagazzinamento dell’energia non riguarda solamente le fonti eolica e solare ed il futuro a lungo termine. Essendo fortemente influenzato dai fattori ambientali, il consumo varia in maniera significativa, con la conseguenza di un mercato dell’energia estremamente volatile e di un prezzo spot che può raggiungere valori molto elevati. Inoltre, per soddisfare i picchi della domanda, è spesso necessario mettere in produzione centrali ad idrocarburi, costose e inquinanti. A ciò si aggiunge che una parte consistente dell’elettricità viene persa nella fase di trasmissione. In Francia, queste perdite in linea sono pari in media, ogni anno, alla produzione di una centrale nucleare. L’immagazzinamento dell’energia vicino ai punti di consumo consentirebbe una riduzione di questo spreco. L’immagazzinamento permetterebbe, dunque, la realizzazione di risparmi sia di costi, sia di energia.
Attualmente, la tecnologia delle batterie è la più utilizzata. Pur essendo molto migliorata, presenta sempre degli inconvenienti: ad ogni ricarica, le batterie perdono necessariamente una frazione della loro capacità di immagazzinamento, limitando di conseguenza la loro durata di vita. Le migliori batterie agli ioni di litio possono ricaricarsi all’80% della loro capacità massima in meno di un minuto e perdono solo l’1% della loro capacità dopo 1.000 cicli di carica e scarica. Ma esiste un rischio di esplosione quando la tensione è troppo elevata. Oggi, gli sforzi si concentrano verso tecnologie molto più innovative, non basate su questo processo chimico. Una prima centrale di conversione e di immagazzinamento di energia eolica sottoforma di aria compressa, progettata dal gruppo tedesco EnBW, dovrebbe essere pronta nel 2012. Esiste anche il progetto Hydrosol 2, ad Almeria, in Spagna, che immagazzina l’energia solare grazie ad accumulatori di calore latente.
Il mercato dell’immagazzinamento dell’energia è stimato a 60 miliardi di dollari. Attualmente, l’Asia domina il mercato e la ricerca nel campo delle batterie. Anche gli Stati Uniti hanno preso coscienza delle sfide e cominciano ad investire nel settore dell’immagazzinamento dell’energia. La Francia e l’Europa sarebbero, anch’esse, interessate a partecipare attivamente allo sviluppo di tecnologie innovative. Oltre al problema dell’indipendenza energetica e di riduzione dei gas serra, è fondamentale impegnarsi nella rivoluzione che si profila e contribuire allo sviluppo di un settore così ricco di opportunità tecniche ed economiche quale quello dell’immagazzinamento dell’energia.
Questo articolo ha ottenuto il secondo premio al Concorso per studenti sul tema Energie e Futuro, organizzato da Sia Conseil, l’Expansion e RTE.
Articoli in : Analisi dell'attualità ,Approvvigionamento,Attività ,Commodity,Elettricità ,Energia,Energie rinnovabili,Gas naturale,Trasporto & Distribuzione
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