Potenzialità dell’apertura di un mercato del CO2 negli Stati Uniti

Invia Invia Newsletter 22 January 2009

co2.jpgNon ci sono attualmente più dubbi circa l’ipotesi del riscaldamento climatico come conseguenza delle attività umane che emettono Gas ad Effetto Serra (GES)(1). Per quanto riguarda la volontà di ridurre le emissioni, l’Europa si pone all’avanguardia per aver sviluppato il primo mercato mondiale del carbonio in termini di scambi sulle piazze finanziarie: 24,3 miliardi di dollari di transazioni nel 2006, pari a 1,1 miliardi di tonnellate di CO2.

Dopo la ratifica del protocollo di Kyoto da parte dell’Australia nel dicembre 2007, gli Stati Uniti sono gli unici tra i paesi sviluppati a non seguire la tendenza mondiale di riduzione delle emissioni di GES. Mentre il Governo Bush ha accantonato il dossier “Carbonio”, altri attori politici (Al Gore e Schwarzenegger) promuovono l’importanza di agire rapidamente. Sulla spinta delle elezioni presidenziali americane, potrebbero intervenire cambiamenti politici che modificheranno il futuro delle emissioni di GES negli Stati Uniti.

Situazione delle emissioni americane

Gli Stati Uniti hanno la responsabilità di oltre il 20% delle emissioni mondiali di GES, sorpassati recentemente dalla Cina per le sole emissioni di CO2 (2006). L’anidride carbonica sembra essere il principale responsabile, raggiungendo l’84,8% di tutte le emissioni. Tra il 1990 ed il 2006, le emissioni americane sono aumentate del 14,7%, spingendo gli Stati Uniti lontano dagli obiettivi di Kyoto di ridurre, entro il 2012, le emissioni del 7% rispetto al livello del 1990.

Elenco dei gas ad effetto serra emessi con il loro rispettivo PRG (Potenziale di Riscaldamento Globale)[2]:

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Tuttavia, in questi ultimi anni, le emissioni americane si sono ridotte, con una diminuzione, secondo i dati dell’EPA [3] (-1,06% tra il 2005 e il 2006), dovuta a vari fattori:

  • le condizioni meteorologiche più favorevoli, che hanno ridotto i consumi elettrici;
  • la crescita del prezzo del petrolio, che ha avuto ripercussioni sul settore dei trasporti;
  • l’utilizzo del gas naturale e delle energie rinnovabili per la produzione di elettricità.

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Nonostante ciò, le tendenze evolutive, sempre secondo l’EPA, dovrebbero portare ad una nuova crescita nei prossimi anni. Si prevede, tuttavia, che questo aumento sia moderato, a causa dei seguenti fattori di natura economica:

  • il rallentamento della crescita economica americana;
  • il riassestamento economico in seguito alla crisi dei mutui subprime, più lunga del previsto;
  • la debolezza del dollaro rispetto all’euro.

Verso una legislazione che imponga obiettivi severi di riduzione delle emissioni?

Diverse proposte di legge sulla riduzione delle emissioni di GES sono state sottoposte dal Senato al 110° Congresso. Questo articolo si soffermerà su 5 proposte (N.B.: Indipendenti/Democratici/Repubblicani):

- Lieberman-McCain (I/R);
- Sanders-Boxer (I/D);
- Feinstein-Carper (D/D);
- Kerry-Snowe (D/R);
- Bingaman-Specter (D/R).

Queste proposte di legge hanno alcuni elementi in comune:

  • prevedono il mercato del carbonio sottoforma di un mercato di permessi di emissione;
  • si rivolgono esclusivamente al mercato americano delle emissioni di Gas ad Effetto Serra (GES);
  • definiscono gli stessi sei GES (cfr. definizione precedente);
  • prevedono incentivi per accelerare la ricerca, lo sviluppo e l’industrializzazione di tecnologie a bassa emissione di GES;
  • assicurano una certa flessibilità: tengono conto del Meccanismo di Sviluppo Pulito (Clean Development Mechanism, CDM) del Protocollo di Kyoto(4) e, contrariamente al sistema europeo, consentono di trasferire i permessi da un anno all’altro (Banking), di prendere in prestito i permessi (Limited Borrowing), di utilizzare una “valvola di sicurezza” (il prezzo della tonnellata di CO2 è limitata a 7 $ – Bingaman-Specter).

Queste proposte di legge si differenziano per diversi elementi:

  • 4 di esse concernono l’integralità dei settori economici, mentre una riguarda unicamente il settore della produzione elettrica (Feinstein-Carper);
  • gli obiettivi fissati di riduzione variano significativamente ed utilizzano definizioni diverse (riferimento delle emissioni nel 1990, 2006, 2011, Business As Usual, ecc.);
  • due di queste (Feinstein-Carper e Bingaman-Specter) propongono di mettere all’asta i permessi Carbonio in proporzioni ridotte per i primi anni, con una crescita graduale negli anni seguenti.

Le tendenze di riduzione previste dall’insieme delle 5 proposte di legge sembrano ambiziose: dal -8,4% al -30,3% rispetto alle emissioni del 1990 entro il 2030. Ovviamente, esistono settori dove la riduzione delle emissioni può essere massiccia e rapidamente attuabile (miglioramento dell’isolamento, riduzione dei consumi dei veicoli).

Tuttavia, le imprese restano refrattarie ad ogni intervento dello Stato nell’economia e, quindi, alla creazione di un mercato dei permessi (“cap-and-trade”) per regolare le emissioni di GES. Questo spiega l’attuazione di sistemi di flessibilità: “banking”, “borrowing” e “valvole di sicurezza”.

Qualunque sia lo scenario scelto, le previsioni delle emissioni, rappresentate dal seguente grafico, restano largamente al di sopra degli obiettivi di Kyoto: nel 2012 meno 7% rispetto alle emissioni del 1990. Gli Stati Uniti non recupereranno senza sforzi il loro ritardo.

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Le proposte Kerry-Snowe e Sanders-Boxer lasciano all’EPA la responsabilità  di definire le quantità fissate per la riduzione delle emissioni. Non è, dunque, possibile stabilire la quota esatta di emissioni toccate da queste leggi.

Per le altre proposte, lo sforzo da compiere da parte delle imprese sottoposte a riduzione varia attorno al 3% l’anno. Il provvedimento Bingaman-Specter, aperto alle emissioni di un gran numero di settori, con gli stessi sforzi arriva a risultati globali migliori rispetto a quello Lieberman-McCain.

La limitazione delle misure al settore elettrico (Feinstein-Carper), impone un vincolo molto impegnativo per le unità di produzione elettrica che utilizzano fonti fossili: riduzione del 6,6% l’anno fino al 2020. Il grafico seguente confronta, per tre proposte di legge, gli sforzi che dovranno fornire i settori interessati rispetto all’obiettivo di riduzione fissato.

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Quali sarebbero le caratteristiche di un mercato del carbonio americano?

In base alle proposte di legge e del perimetro settoriale individuato, il tasso di copertura delle emissioni di GES sono del 33% (Feinstein-Carper: unicamente settore elettrico), del 46,6% (Lieberman-McCain) e del 54,4% (Bingaman-Specter). Considerando gli obiettivi ambiziosi ed il ritardo americano sulla riduzione delle emissioni, il numero di crediti all’avvio supererà l’attuale mercato europeo.

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L’avvio di un mercato dei permessi del carbonio potrebbe prendere forma rapidamente se verrà presa una decisione politica:

•    l’Agenzia per la protezione dell’ambiente ha già raggiunto un buon livello di esperienza nel campo delle emissioni di GES e si vedrà affidare il difficile compito del Piano Nazionale di Allocazione delle Quote (PNAQ);
•    la Chicago Climate eXchange (CCX), borsa creata nel 2000, è la pioniera dei mercati climatici finanziari. La struttura è, dunque, già pronta, anche se la CCX si basa unicamente su iniziative volontarie e tratta volumi insignificanti rispetto al mercato europeo (10 Mt contro 1.101 Mt in Europa nel 2006).
Dans l’attente des prochaines élections présidentielles américaines, la position attentiste prévaut : rejet de la proposition McCain-Lieberman au Congrès en Juin, pas d’annonce chiffrée à court terme lors du G8 d’Hokkaïdo en Juillet. Néanmoins, les candidats Obama et McCain ne pourront pas faire l’impasse sur la question climatique, et mettent déjà en avant dans leurs programmes l’établissement d’un marché de crédits carbone.

Le elezioni presidenziali americane, che hanno decretato la vittoria di Obama non permettono ancora di dare una risposta definitiva alla soluzione che verrà applicata.
Una questione resta in sospeso e potrebbe avere conseguenze molto importanti sul settore della finanza del carbonio: nel caso in cui gli Stati Uniti mettano in pratica un sistema di regolazione, vi saranno delle entità amministrative designate, a posteriori, per consentire scambi di crediti tra Europa e Stati Uniti? Alla luce delle previsioni del prezzo del carbonio US (tra 7 $ e 14 $, da confrontare con i 25 euro del mercato europeo) e delle numerose flessibilità implementate per sedurre gli industriali americani e farli aderire al progetto, la compatibilità dei mercati rischia di essere una questione complessa.

Sia Conseil Italia

Note:

1) Il quarto rapporto dell’Intergovernmental Panel On Climate Change (IPCC, Gruppo Internazionale per lo Studio del Clima) indica la responsabilità umana come “altamente probabile”, ossia con una probabilità superiore al 99%.

2) PRG: Potenziale del Riscaldamento Globale, indice di comparazione degli effetti sul riscaldamento di un gas serra (GES) rispetto al CO2. Questo indice tiene conto del rapporto tra energia radiante assorbita ed emessa (radiative forcing: W/m2) del GES in questione, ma anche della sua permanenza e decadimento nell’atmosfera per un dato periodo (generalmente 100 anni).

3) Agenzia nazionale americana per la protezione dell’ambiente.

4) Consente di valorizzare i progetti realizzati al di fuori dei Paesi sottoposti dal protocollo di Kyoto alle riduzioni delle emissioni di GES, per cui permette una maggiore flessibilità.

Fonti:

Netherlands Environmental Assesment Agency: China now no. 1 in CO2 emissions; USA in second position
U.S. Environmental Protection Agency: Inventory of U.S. Greenhouse Gas Emissions and Sinks 1990 – 2006
Resources for the Future: Five Recent Senate Bills Set Mandatory Greenhouse Gas Caps
The World Bank: State and Trends of the Carbon Market 2007 – Mai 2007

Articoli in : Analisi dell'attualità,Energia,Politiche energetiche,Sviluppo sostenibile

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