Nucleare e unbundling: alla base delle differenze energetiche europee
Invia
Newsletter
12 September 2008
Esistono attualmente due principali linee di divisione in Europa per quanto riguarda l’evoluzione del mercato dell’energia:
-la presenza e lo sviluppo del nucleare nel mix energetico ;
-la separazione degli asset tra fornitori e gestori della rete, denominata unbundling.
Esistono attualmente tre tipi di scenari evolutivi:
– il controllo di GRT fuori dall’Europa ;
– la fusione tra GRT del gas ed elettriche sul medesimo territorio nazionale ;
– la creazione di GRT europee monoenergia.
Lo sviluppo fuori dall’Europa s’ispira essenzialmente ad una logica finanziaria poiché globalmente si pensa che, grazie alle proprie conoscenze tecniche, il GRT sarà in grado di riassestare la redditività operativa del GRT non europeo acquistato: questa strada non offre vantaggi né alla politica industriale, né ai consumatori finali. Per gli altri due scenari, le scelte si complicano. Infatti, in funzione del Paese, gli interessi industriali e le sinergie variano sensibilmente, secondo criteri, quali la percentuale di produzione di elettricità con il gas, la quota di transito (determinata soprattutto dalla posizione geografica) o ancora le dimensioni del Paese. Non esiste, dunque, un miglior scenario su scala europea.
Se la Commissione Europea può stabilire una definizione uniforme dei principi della concorrenza per tutta l’Europa, è, dunque, molto meno facile far convergere Stati che hanno interessi divergenti da un punto di vista industriale e che potrebbero far nascere dei vincitori e dei perdenti. La frattura industriale è assai importante nel dibattito sulla posizione del nucleare. Ma con una differenza fondamentale: se è chiaro che lo sviluppo del nucleare ha un impatto vantaggioso sulla garanzia e sul costo di approvvigionamento, la strada dell’unbundling non permette assolutamente di identificare gli impatti potenziali, né in termini di sicurezza dell’approvvigionamento, né in termini di sinergie del costo, e, quindi, di vantaggi per gli utenti finali. In questo contesto, assimilare la percezione nazionale degli interessi industriali a semplice protezionismo rappresenta una scorciatoia intellettuale un po’ troppo immediata.
Matthieu Courtecuisse
Direttore Generale di Sia Conseil
Articoli in : Deregulation,Energia,Nucleare,Politiche energetiche
Commenta
HTML autorizzato
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>
Trackback this post