La Termografia: una tecnologia al servizio del risparmio energetico
Invia
Newsletter
10 July 2008
In Francia, il settore dell’edilizia (abitazioni, uffici, strutture collettive…), è il primo consumatore di energia (43%) e rappresenta quindi potenzialmente una importante fonte di risparmio energetico.
Mediamente, il 30% delle dispersioni termiche degli edifici è imputabile alla copertura. Quindi, determinare il grado di dispersione di calore a livello del tetto è sicuramente un eccellente indicatore della qualità di isolamento di un edificio.
Un metodo efficace per determinare lo spreco di energia
Il principio della termografia è semplice: consiste nel sorvolare un agglomerato di edifici con un elicottero o un aereo e filmare le zone abitative con una termocamera a raggi infrarossi. In seguito, le immagini sono trattate al fine di creare delle carte termiche che mostrano il livello di dispersione del calore di ogni edificio e consentono di individuare le possibili fonti di risparmio energetico.
Alcune amministrazioni locali francesi (come Dunkerque, Nantes e Reims) – alla ricerca di possibili fonti di risparmio energetico per i loro edifici e che hanno anche la volontà di sensibilizzare la popolazione al risparmio energetico – hanno sperimentato e convalidato le peculiarità interessanti di questa tecnologia.
Per gli edifici pubblici, le carte termiche sono utilizzate per definire le priorità di ristrutturazione.

Rispetto alle popolazioni locali, l’obiettivo è puramente incitativo: si tratta infatti di convincerle ad iniziare i lavori necessari per il miglioramento della loro abitazione, ma anche a modificare il loro comportamento in materia di riscaldamento. In effetti, va detto che più la temperatura interna di una casa è elevata, più sono importanti le dispersioni caloriche.
Quale ritorno sull’investimento?
Il costo di un’operazione di monitoraggio di questo tipo si aggira tra i 100 e i 200mila €.
Visto il costo, è evidente che solo una collettività locale può farsi carico di un’iniziativa di questo genere, senza peraltro nessuna certezza sulla redditività reale dell’operazione, poiché non c’è alcuna certezza che le economie di energia generate coprano i costi sostenuti per la campagna di misure.
Al di là del successo tecnico delle prime sperimentazioni, la perennità dell’utilizzo della termografia per la caccia al risparmio energetico dipende quindi dalla redditività economica delle operazioni condotte.
Detto ciò, l’urgenza di trovare dei mezzi efficaci per consentire a settori, come quello dell’edilizia, di contribuire alla riduzione del gas-serra, può essere un’interessante opportunità da cogliere :
- con l’entrata in vigore, dal 1° luglio 2006, del dispositivo dei Certificati di Economia di Energia, che impone ai fornitori di energia l’obbligo di economizzare energia – e di far realizzare il risparmio energetico anche ai loro clienti – gli operatori che commercializzano gas o elettricità dovrebbero essere motivati a diventare sempre più partner attivi di questo tipo di operazioni ;
- peraltro, appare piuttosto evidente l’interesse delle imprese locali che realizzeranno i lavori di coibentazione …
Così, con regole ambientali progressivamente più rigorose, (Certificati di Risparmio energetico, Diagnosi Energetica, Fattore 4…), molti fornitori di energia e imprese edili saranno senza dubbio sempre più interessati a cofinanziare questo tipo di operazioni, in cambio di una presenza nei canali d’informazione che le collettività locali utilizzano per promuovere le campagne di cartografia termica. Un buon modo per cogliere importanti opportunità commerciali !
Infine, per le collettività locali – al di là del contributo al rispetto dell’ambiente – questo tipo di iniziative rappresenta un’autentica opportunità in termini di ritorno economico sottoforma di crescita del fatturato delle imprese locali che realizzeranno i lavori di isolamento.
Ottobre 2007
Sia Conseil Italia
Articoli in : Analisi dell'attualità ,Elettricità ,Energia,Gas naturale,Servizi energetici,Sviluppo sostenibile
1 commento Ajoutez le votre
1. alessandro sesini | 23 July 2008 à 14:10
le illustrazioni son chiare, ma poco leggibili, entrambe.
il testo è sufficientemente semplice per essere capito dai piu. Bisognerebbe pero’ capire se il vostro utente medio sia l’artigiano o il professionista.
nel caso dell’artigiano bisognerebbe a mio avviso mettere l’accento le possibilità economiche dirette che ne deriverebbero per il proprio borsellino.
per il professionista varrebbe forse la pena approfondire leggermente parlando, chesso’, di kyoto e di come vengono stabilite, distribuite e valorizzate economicamente le quote di co2.
Commenta
HTML autorizzato
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>
Trackback this post