Approvvigionamento del gas: quale futuro per una politica comune europea?

Invia Invia Newsletter 12 May 2008

04-fotolia_pipeline.jpgIl livello di dipendenza dell’Europa per quanto riguarda le importazioni di gas naturale continua ad aumentare e potrebbe raggiungere l’84% nel 2030 (1) sotto l’effetto congiunto di una crescita del consumo e di una riduzione della produzione interna. Per contrastare i rischi legati a questa situazione, l’Europa cerca di definire un approccio comunitario per la sicurezza delle forniture e, soprattutto, di avviare una gestione centralizzata delle risorse strategiche di gas.
Nell’ambito di questo progetto, l’Europa si scontrerà indubbiamente con le differenti situazioni degli Stati membri e con la loro reticenza prevedibile a cedere la loro sovranità su una questione così critica.Le riserve strategiche sono un punto essenziale per la sicurezza degli approvvigionamenti energetici

La sicurezza delle forniture si traduce in tre principali tipi di strategia: la diversificazione energetica (tipo e fonti di energia), la continuità delle fonti di energia attraverso contratti a lungo termine e la formazione di riserve strategiche.
Quest’ultima protegge gli Stati dalle conseguenze di una scarsità dovuta ad un’importante interruzione degli approvvigionamenti per ragioni tecniche, economiche o politiche. Esse possono anche essere utilizzate, in particolari casi, per compensare elevate fluttuazioni tariffarie.

La creazione di riserve strategiche di energia sottoforma di materia prima (petrolio e uranio) o lavorati (benzina e distillati) implica la definizione:

- delle esigenze prioritarie da soddisfare in caso di interruzione delle forniture (indicatori da considerare, livelli da raggiungere), per definire le quantità di energia da stoccare ;
- degli Enti responsabili di questa funzione; esistono tre sistemi:
- le riserve dello Stato: lo Stato finanzia le riserve strategiche sulle quali esercita il pieno potere, ad esempio, le riserve petrolifere negli Stati Uniti ;
- le riserve private: le riserve sono a carico degli operatori privati ;
- le riserve d’Agenzia: un Agenzia privata o pubblica è delegata a questa funzione ;
- della loro modalità di finanziamento, ad esempio, canoni versati dai venditori di energia, imposte sulla bolletta dei clienti finali ;
- della loro collocazione geografica, affinché possano alimentare efficacemente tutto il territorio in caso di bisogno locale.

La gestione delle riserve strategiche petrolifere in Europa

Due sistemi di definizione delle risorse strategiche petrolifere coesistono in Europa, quello dell’IEA e quello dell’Unione Europea :

– l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA) obbliga gli Stati aderenti a creare riserve di petrolio greggio e/o di prodotti finiti pari a 90 giorni d’importazione netta ;
– l’Unione Europea obbliga gli Stati membri a creare riserve di petrolio greggio e/o di prodotti finiti pari a 90 giorni di consumo interno medio, calcolato sui valori registrati nell’anno precedente (2).

Gli Stati membri aderenti all’IEA devono soddisfare le due condizioni. Sono, tuttavia, liberi di stabilire il loro tipo di riserve strategiche (riserve private in Belgio, in Italia e nel Regno Unito; riserve d’Agenzia in Germania e in Olanda, sistema misto in Spagna e Francia) e di aggiungere obblighi propri (in Francia, la legge (3) impone che i livelli minimi delle riserve coprano il 27% dei consumi dell’anno civile A-1; 20% per i Dipartimenti e i Territori d’oltremare e le collettività territoriali).

In seguito alla crisi energetica del 1973, tutti i Paesi industrializzati hanno costituito riserve strategiche petrolifere. Prendendo coscienza del rischio politico legato agli approvvigionamenti di gas, numerosi Stati cercano, oggi, di dotarsi di riserve di gas naturale.

Situazioni nazionali molto differenti

Il gas naturale occupa un posto sempre più importante tra i consumi energetici globali dell’Europa. Questa crescita ha portato nel 2004 la Commissione Europea a promulgare (4) la Legge quadro comune (Criteri di definizione delle esigenze prioritarie e delle misure di sicurezza da attuare), nell’ambito della quale gli Stati membri potranno definire la loro politica generale per la sicurezza degli approvvigionamenti.

Gli Stati membri hanno optato per differenti strategie :

– alcuni Paesi con scarse risorse produttive o non produttori, la Germania, l’Austria, la Francia e l’Italia, hanno sviluppato importanti capacità di stoccaggio, che coprono oltre il 20% dei loro consumi annuali ;
– i Paesi produttori, Danimarca, Olanda e Regno Unito, sono ricorsi principalmente allo “swing”, ad esempio, la loro capacità di variazione della produzione, per assicurare la continuità delle forniture in caso di punte di consumo ;
– altri Paesi sono in una situazione di dipendenza più spinta dalle importazioni, poiché le loro riserve coprono solo valori dallo 0 al 6% dei consumi annuali.

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La riduzione delle importazioni dalla Russia dell’inverno 2005/2006 hanno dimostrato la fragilità di molti di questi sistemi; il Regno Unito, ad esempio, ha registrato difficoltà di approvvigionamenti che hanno rivelato un’insufficienza delle riserve.
I consumi di gas hanno registrato limitazioni anche in Italia, Paese in cui la situazione è diventata ancora più critica per la crescita dei consumi, senza che le infrastrutture siano state migliorate.

Un approccio comunitario può rafforzare la sicurezza delle forniture?

L’adozione di una gestione centralizzata per la sicurezza degli approvvigionamenti permetterebbe, da una parte, di beneficiare dell’effetto di scala (potere di negoziazione, sinergie, suddivisione dei costi, ecc.) e, dall’altra, di rendere immediatamente sicure le forniture ai Paesi meno attrezzati in caso di interruzione degli approvvigionamenti.

Tuttavia, l’attuazione di una gestione centralizzata delle riserve strategiche comunitarie di gas si scontra con la differenza delle situazioni individuali degli Stati membri:
– i siti geologici favorevoli allo sviluppo delle nuove installazioni di stoccaggio non sono uniformemente ripartite ;
– nonostante la dinamica regolamentare attuale, il mercato del gas è affetto da un sottodimensionamento delle interconnessioni e funziona oggi fisicamente come un insieme di zone distinte, in cui le infrastrutture sono state progettate a dimensione nazionale 30 o 40 anni fa ;
– gli Stati membri devono affrontare sfide differenti, che sarà difficile trattare in maniera uguale per una strategia comune (crescita del consumo di gas nel Sud dell’Europa, riduzione della produzione e stagionalità dei consumi nel Nord Europa).

Per attuare una politica comune, l’Europa dispone di diverse opzioni, che dovranno essere analizzate in funzione dei fattori tecnici, economici e regolamentari:

- attuazione per il gas di un sistema paragonabile a quello del petrolio, soluzione la cui adattabilità alle caratteristiche del gas è da dimostrare (stagionalità della domanda, ecc.) ;
– suddivisione delle riserve strategiche situate ai nodi della rete, per un utilizzo collettivo a livello europeo o regionale, probabilmente al servizio delle zone di consumo meno favorite ;
– frazionamento delle riserve strategiche nell’ambito di accordi di cooperazione tra gli Stati, per ottimizzare i costi a livello regionale e consentire l’accesso alle riserve a Stati che non possono sviluppare installazioni sul proprio territorio, una situazione che richiede di ripensare profondamente i meccanismi nazionali attuali (attribuzione delle concessioni (5) di gas, ad esempio) ;
– generalizzazione della responsabilizzazione degli operatori nella gestione delle riserve strategiche, sistema relativamente semplice, già esistente in alcuni Stati membri, ma che affida la responsabilità delle riserve strategiche ai soli operatori del mercato liberalizzato.

Qualunque sia l’opzione scelta, essa presuppone che tutti gli Stati membri abbiano la volontà di condividere la gestione di una questione così critica per la sicurezza delle forniture. Il funzionamento effettivo del sistema di alleggerimento elettrico, meccanismo di solidarietà su scala europea, testimonia che una tale cooperazione è possibile.

(Settembre 2007)

Sia Conseil Italia

Note:

1) Comunicazione della Commissione Europea del 10 gennaio 2007: “Una politica energetica per l’Europa”.
2) Direttiva 68/414/CEE del 14 dicembre 1968, modificata dalla Direttiva 98/93/CE del 31 dicembre 1998.
3) Legge n. 92-1443 del 31 dicembre 1992 per la riforma del regime petrolifero.
4) Direttiva 2004/67/CE del Consiglio del 26 aprile 2004 riguardante le misure per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale.
5) Concessione: diritto delegato dallo Stato ad un’azienda per la gestione, lo sviluppo e la manutenzione delle infrastrutture di stoccaggio in una determinata zona geografica.

Fonti:

Comunicazione della Commissione Europea del 10 gennaio 2007: “Una politica energetica per l’Europa”
Direttiva 68/414/CEE del 14 dicembre 1968, modificata dalla Direttiva 98/93/CE del 31 dicembre 1998
Legge n. 92-1443 del 31 dicembre 1992 per la riforma del regime petrolifero
Direttiva 2004/67/CE del Consiglio del 26 aprile 2004 riguardante le misure per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti di gas naturale

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