Rete di trasmissione: quale regime di separazione per i gestori?

Invia Invia Newsletter 18 April 2008

04-fotolia_pipeline.jpgPer favorire lo sviluppo economico degli Stati membri, la Direzione Generale Trasporto Energia nell’ambito della Commissione Europea si è posta come finalità la creazione di un mercato europeo efficiente dell’energia. Uno degli obiettivi fissati per raggiungerlo è la trasformazione dei mercati nazionali monopolistici in mercati concorrenziali. Attualmente, la Commissione Europea stima che l’apertura di diversi mercati sia insufficiente e pensa che l’integrazione dei Gestori della Rete di Trasmissione nei grandi operatori energetici, a dispetto dell’esistente quadro regolamentare, sia responsabile di questa situazione(1). Si dovrebbero perciò rivedere le modalità di controllo e passare ad un regime di separazione totale della proprietà.L’integrazione verticale degli operatori energetici, ostacolo alla concorrenza?Benché resa obbligatoria dalla Direttiva europea del 2003, la separazione gestionale, contabile e informatica tra le attività di trasmissione e quelle commerciali dei grandi operatori energetici non è del tutto realizzata. Secondo ERGEG(2), ciò comporta due importanti rischi, che potrebbero dissuadere i nuovi attori:1) la discriminazione nell’accesso dei terzi alle infrastrutture con una diffusione limitata delle informazioni relative alla rete e/o trattamenti disuguali tra gli operatori;
2) la sovrastima dei costi di gestione o il sovracosto per la costruzione di nuove opere portano a tariffe elevate, che solo i fornitori storici possono assorbire trasferendo i costi da un’attività all’altra.

Inoltre, basandosi sull’osservazione di quanto è accaduto in Gran Bretagna, Spagna, ed America, l’ERGEG scorge in una separazione più spinta, se non completa, tra Gestori della Rete di Trasmissione e operatori energetici i seguenti vantaggi (3):

– una maggior efficacia ed affidabilità delle reti ;
– una migliore trasparenza ed una maggiore regolamentazione dei mercati ;
– una maggiore concorrenza .

Uno sguardo ai regimi di separazione

Il “Netherlands Bureau for Economic Policy Analysis” ha identificato 6 regimi di separazione per le attività di trasmissione :

1) la separazione contabile: solo la contabilità delle attività di trasmissione è separata dalle altre ;
2) la separazione organizzativa (o “funzionale”): nell’ambito di un’azienda, le attività di trasmissione sono gestite da un’entità specifica, e precise regole di funzionamento garantiscono parità di trattamento ai differenti utilizzatori della rete ;
3) la separazione giuridica (o “strutturale”): le attività di trasmissione sono gestite da una filiale dell’operatore energetico, rendendo ancora più trasparente le relazioni tra il Gestore della Rete di Trasmissione e l’operatore storico .

Questi tre regimi, pur rappresentando un primo passo verso il controllo dei Gestori della Rete di Trasmissione, sono considerati insufficienti dalla Commissione Europea per assicurare il rispetto del mercato, che domanda una generalizzazione della separazione di proprietà :

4) la separazione della proprietà: simile al regime precedente, il Gestore della Rete di Trasmissione è proprietario della sua rete. È anche libero nelle sue scelte operative e manageriali, ma non è indipendente finanziariamente. Questo regime, pur assicurando la non discriminazione nell’accesso alle infrastrutture, non elimina il rischio di un trasferimento di spese tra entità dello stesso Gruppo;
5) la separazione avanzata di proprietà: identica alla separazione della proprietà, con il regolatore che garantisce oltre che le attività di trasmissione e quelle commerciali dell’operatore siano finanziariamente indipendenti. Questo sistema permette di controllare i rischi descritti in precedenza. Tuttavia, essendo l’azionista di maggioranza (se non unico) del Gestore della Rete un attore del mercato, resta la questione di un conflitto d’interesse. Comunque, definite dalle leggi, sorvegliate dai regolatori e controllate da un Consiglio di sorveglianza, i Gestori della Rete di Trasmissione che applicano questo regime lo considerano ideale per assicurare le condizioni ottimali di accesso ai mercati;
6) la separazione completa di proprietà: il Gestore della Rete di Trasmissione esce dall’orbita dell’operatore. Le due entità sono indipendenti. Il rischio legato alla soluzione precedente è di fatto eliminato. L’ERGEG è convinto che questo sistema sia il più favorevole allo sviluppo della concorrenza. I Gestori della Rete di Trasmissione, al contrario, contestano questa posizione(4) e vi scorgono dei pericoli che potrebbero nuocere alla loro missione di servizio pubblico :
– costi, sporadici o ricorrenti, della separazione che portano a spese di gestione più elevate ;
– peggioramento della redditività delle infrastrutture ;
– riduzione della capacità d’investimento .

Italia e Francia: un confronto

In Francia, i Gestori della Rete di Trasmissione (RTE per l’elettricità, GRTgaz e TIGF per il gas) hanno dato il proprio consenso ad importanti sforzi per attuare i principi di separazione, di trasparenza e di non discriminazione imposti dalla Direttiva gas.
La legge del 9 agosto 2004, accogliendo gli obblighi della 2a Direttiva Gas(5), impone la separazione giuridica delle attività di trasporto da quelle di fornitura del gas. Sebbene il funzionamento attuale dei Gestori della Rete francesi si avvicini ad una separazione avanzata della proprietà (caso 5), la separazione completa, richiesta a livello europeo, non è per il momento vista favorevolmente in Francia.
In Italia la situazione risulta diversain quanto la separazione è completa.
Dal 2005, infatti, l’attività di gestione e sviluppo della rete elettrica nazionale di GRTN è stata trasferita a Terna S.p.A., società che è quindi responsabile della trasmissione e del dispacciamento dell’energia elettrica sulla rete ad alta e altissima tensione su tutto il territorio nazionale.

carte GRT petit

Sia Conseil Italia
Note:
1) Lo testimoniano le inchieste avviate recentemente dalla Commissione sulle attività di ENI e di RWE, sospettate di limitare l’accesso al mercato del gas attraverso la politica delle loro filiali GRT.
2) ERGEG: “European Regulator’s Group for Electricity and Gas”, gruppo di lavoro della Commissione Europea sulle questioni energetiche.
3) Cfr. “Vertical separation of the energy-distribution industry – An assessment of several options for unbundling”.
4) Cfr. “The advantage of full ownership unbundling in gas transportation and supply”, aprile 2006, SERIS.
5) Direttiva 2003/55/CE.

Fonti:
Insight 3° semestre 2005, “Interconnexions et prix de l’électricité”
Insight 1° semestre 2006, “La nouvelle économie des opérateurs de réseaux”
EFET, 9 febbraio 2006, “EFET Gas Transmission Access survey presentation”
FitchRatings, “Dutch Energy: Unbundling on the Doorstep”
Netherlands Bureau for Economic Policy Analysis, “Vertical separation of the energy-distribution industry – An assessment of several options for unbundling”
ERGEG, “ E05-CUB-11-02_GGP-RAU_30-04-2007″
ERGEG, “C06-CUB-12-04_v12_30-04-2007″
ERGEG, “E06-CSW-05-03_SwitchingToGRM_final”
ERGEG, “E07-ETN-01-03_CB-Frameword-ETNI_V24-04″
SERIS, aprile 2006, “The advantage of full ownership unbundling in gas transportation and supply”
Comunicati stampa della Commissione Europea dell’11 maggio 2007

Articoli in : Analisi dell'attualità,Approvvigionamento,Deregulation,Energia,Gas naturale,Politiche energetiche,Trasporto & Distribuzione

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