Identikit dei grandi manager europei

Invia Invia Newsletter 13 February 2009

« Sesso: maschile. Età media: 57 anni ». Il profilo dei Chief Executive Officers delle più importanti aziende europee colpisce prima di tutto per la sua omogeneità, secondo la ricerca di Sia Conseil condotta su 27 paesi dell’UE e sulla Svizzera. Lo studio è stato realizzato su 105 dirigenti delle aziende europee più grandi, selezionate in base al fatturato.

Questo criterio ha limitato la ricerca a 13 paesi sui 28 studiati, gli altri paesi, infatti, hanno delle aziende con un fatturato insufficiente per apparire nella classifica. L’Italia è rappresentata da 7 aziende (Enel, Eni, Generali, San Paolo IMI, Telecom Italia, Unicredito e Fiat).Molte grandi divergenze nei profili sono riferibili alla formazione dei Chief Executive Officers (CEO) e alla modalità di accesso ai posti di direzione, che puo’ avvenire sia tramite un avanzamento di carriera interno sia tramite una nomina esterna.
In Francia, la formazione è molto classica e abbastanza elitaria. Molti dei principali managers arrivano dal sistema « Grandes Ecoles » (ENA, Polytechnique, HEC…). Quasi un terzo è passato dall’ENA (Scuola preposta alla formazione degli alti funzionari) e un quarto ha studiato a HEC (una delle più famose Business School francesi). Si può osservare lo stesso fenomeno in Italia, dove la metà dei dirigenti ha frequentato l’Università Bocconi e il 57% ha fatto una formazione “post-graduate”. Al contrario, lo studio dei percorsi dei dirigenti tedeschi mostra profili relativamente vari: alcuni, infatti, hanno avuto una formazione universitaria classica, di Legge o di Sociologia. Per di più, in Germania, l’eccellenza universitaria non è l’unico modo di ottenere una posizione di alto livello.

Inoltre, anche l’apertura internazionale dei percorsi universitari lascia intravedere delle divergenze. Mentre rispettivamente il 67% e il 57% dei managers olandesi e svizzeri ha compiuto tutto o parte dei loro studi all’estero, in Italia, questo vale solo per il 43%. La Francia si colloca fra gli ultimi posti: soltanto il 9% dei grandi dirigenti ha studiato in un paese straniero. Un’osservazione che deve essere messa a confronto con la padronanza delle lingue e, in particolare, con il livello d’inglese dei diversi paesi. Si può anche notare che più della metà dei dirigenti europei ha vissuto un’esperienza professionale all’estero.
In generale, l’età media d’entrata sul mercato del lavoro dei futuri CEO è di 25 anni. Tuttavia, quest’età è di 29 anni in Germania, dove gli studi sono più lunghi e i cambiamenti di percorsi più frequenti, mentre, al contrario, i futuri dirigenti britannici cominciano la loro carriera a 23 anni.
Per quanto concerne le modalità di accesso alla direzione, i futuri CEO possono già appartenere all’azienda oppure arrivare alla nomina di Amministratore Delegato dall’esterno
Dallo studio effettuato, i CEO delle imprese studiate hanno un’anzianità media di 9 anni nell’ azienda in questione, media che tuttavia nasconde forti disparità tra i paesi latini e nordici.
Infatti, per i primi, Spagna e Italia, si riscontrano molti casi di nomine esterne oppure una presenza recente nell’azienda al momento della promozione.
In paesi come la Germania e i Paesi Bassi, invece, l’accesso alla direzione segue l’avanzamento di carriera interno e l’ascesa è più lenta: la maggior parte fa tutta la loro carriera in un’impresa e mediamente diventa CEO dopo circa 17 anni.
Vi è inoltre una forte correlazione tra il livello di studi dei futuri CEO e la loro rapidità di ascesa. 

Per quanto riguarda la remunerazione, quella media dei managers delle più importanti imprese europee è di 4 600 433 euro nel 2006. Questa cifra rappresenta la parte fissa e variabile dello stipendio dei grandi manager (senza stock options). Ancora una volta, le disparità sono importanti: in Francia, le remunerazioni dei CEO sono molto sotto la media della classifica (1 752 520 euro) mentre in Germania, in Spagna e in Italia, lo stipendio è compreso tra 6 302 857 di euro e 7 695 000 di euro.

In conclusione, il dirigente europeo tipo è un uomo con una carriera matura e con esperienza: il più giovane ha 49 anni e  tra i 105 dirigenti non c’è una donna. Per di più, sono molto rari i dirigenti di nazionalità diversa da quella dell’impresa. Tuttavia non è possibile ancora tracciare un vero identikit del manager europeo, perché permangono differenze specifiche da un paese all’altro, soprattutto per quanto concerne la formazione della classe dirigente, le esperienze professionali all’estero e le modalità di accesso ai posti di direzione .

A cura di Aurélie Favier
Sia Conseil Italia
   

 

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