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17 June 2008
Great Place to Work… vi dice qualcosa quest’espressione? No? E allora, potete diventare una delle prime aziende italiane a sostenere questo concetto, che non potrà che apportare dei vantaggi ai vostri dipendenti ed alla vostra impresa. Obiettivo: diventare un’impresa dove lavorare è piacevole!
Da oltre venticinque anni, la società di consulenza americana Great Place to Work Institute sottopone questionari ai dipendenti delle imprese partecipanti al suo progetto, al fine di definire una classifica delle imprese dove è bello lavorare. Da qualche anno l’istituto ha una sua sede in Italia, e tuttavia esso suscita, per il momento, soprattutto l’interesse delle filiali di grandi gruppi internazionali già clienti in America, oltre che di alcune aziende italiane.
“Great Place to Work”: come funziona?
La lista europea delle “Great Places to work” viene elaborata a partire da studi nazionali realizzati in 15 paesi Europei. L’iscrizione a questo concorso si basa sulla scelta libera delle aziende che intendono parteciparvi: nel 2008 1250 imprese sono state coinvolte e due classifiche principali sono state pubblicate, una dedicata alle grandi imprese (più di 500 dipendenti), l’altra alle piccole-medie imprese (da 50 a 500 dipendenti).
Le imprese partecipano al concorso rispondendo ad un “Culture Audit” composto da 150 domande fatte ai manager su temi culturali e sulle best practices dell’azienda. Le risposte a queste 150 domande rappresentano un terzo del voto. Un sondaggio, composto invece da cinquantotto domande e proposto ad un campione rappresentativo di 250 dipendenti anonimi, rappresenta i due terzi restanti del voto. La classifica finale è stabilita ogni anno in funzione dei voti ottenuti.
I criteri di valutazione sono basati su un modello in 5 dimensioni: credibilità, rispetto, equita (che costituiscono insieme il concetto di fiducia), orgoglio e cameratismo. Questi criteri corrispondono alla definizione di un “great place to work”: un ambiente di lavoro in cui i dipendenti si fidano delle persone per le quale lavorano, sono orgogliosi di quello che fanno e apprezzano le persone con cui lavorano.
Concretamente, in questo tipo di società c’è un turnover molto basso, un tasso di assenteismo molto debole e un forte potere di “attrazione”, che agevola la selezione del personale, in particolare dei “talenti”.

Quali sono i vantaggi per le società?
L’istituto “Great Places to work” afferma: «Analisti finanziari indipendenti hanno studiato le prestazioni finanziarie delle 100 migliori aziende per cui lavorare presentando i risultati prima nel 1984 e nel 1993 nel libro, “Le 100 Migliori Aziende per cui Lavorare in America” (di Robert Levering e Milton Moskowitz, 1984 e 1993). Lo studio accompagna le classifiche delle “ 100 Migliori Aziende” sin dalla sua prima comparsa sulla rivista americana “Fortune” del 1998. Utilizzando diversi indicatori di profitto, questi dati illustrano come le 100 migliori per cui lavorare in America abbiano ottenuto risultati eccellenti sul mercato azionario durante tutto il periodo dei 10 anni precedenti alla pubblicazione della lista delle migliori 100!
In pratica si constata che tra le imprese classificate ai primi posti, il trend borsistico positivo si è verificato dopo il loro ingresso nella classifica Great Place to Work.
Altro esempio, una società americana specializzata nelle biotecnologie, Genencor (*) International, non ha esitato a investire «sui propri dipendenti» per mezzo di offerte di servizi, quali aumento dell’assicurazione malattia, custodia dei figli dei dipendenti, auto a disposizione, servizi di portierato o supporto amministrativo, al fine di migliorare la produttività e assicurare la competitività della società nel settore delle tecnologie avanzate – dove è necessario mantenersi ai massimi livelli.
La nuova missione della direzione delle risorse umane di Genencor era chiara: sviluppare la cultura d’impresa. In quale modo? Con un sistema basato su tre direttive principali:
- investire nel capitale umano per creare un reale valore aggiunto presso i clienti ;
- equilibrare la vita professionale e la vita personale sviluppando l’attitudine WOW» (l’attitudine ‘entusiasta’) ;
- offrire ai dipendenti il miglior ambiente di lavoro possibile.
Questa politica si propone di raggiungere tre obiettivi: attirare i migliori talenti, fidelizzarli ed essere il datore di lavoro di riferimento nel settore delle biotecnologie.
Per ottenere questo risultato, Genencor ha investito in questa modernizzazione l’1% del costo del lavoro, e stima di aver ottenuto un ritorno sull’investimento effettuato dell’ordine del 30%. Nel quotidiano, ciò si traduce in pratica in un programma attivo e chiaramente definito: «It’s all about you», la declinazione sul piano delle Risorse Umane di un concetto di marketing. La politica di Risorse Umane di Genencor paga, poiché la società è stata riconosciuta n° 1 fra le PMI americane più ambite dove lavorare.
Perchè ci sono poche aziende italiane ?
Ferrari è arrivata in testa della classifica 2007 Europa, davanti ad aziende multinazionali. Oltre ad una forte cultura aziendale costruita su un modello di valori, Ferrari ha introdotto programmi di formazione innovativi e progetti di miglioramento della qualità organizzati tramite gare tra diverse team di lavoro. I dipendenti della Ferrari hanno condizioni di lavoro esemplari: un residence di 120 appartamenti è stato recentamente costruito per accogliere alcune famiglie a pochi kilometri delle fabbriche, raggiungibile in bici tramite piste ciclabili. Il residence include anche un ristorante e uno studio medico per i dipendenti e le loro famiglie.
Tuttavia, il posizionamento di aziende europee in cima alle classifica rimane un fatto raro. Ai livelli più alti della graduatoria “50 BestLarge Workplaces in Europe 2008″ figurano soltanto le filiali di grandi gruppi esteri quali Microsoft (1°), Google (2°), Cisco (3°), 3M (4°) Coca Cola HBC (11°) o ancora Mac Donald e American Express. Anche le aziende tedesche e danesi si posizionano tra i primi livelli, con Impuls Finanzmanagement (5°), SMA Technologie (7°), Grundfos (8°), e Roskilde Bank (9°). Le aziende premiate in Italia, oltre a Google e Microsoft, sono Coca Cola (11°), American Express (31°), e Elica (39°), unica impresa italiana che figura nella classifica. I risultati sono anche poco favorevoli per le imprese italiane assenti dalla classifica riservata alle piccole-medie imprese, dove si trovano soprattutto aziende dei paesi considerati all’avanguardia nelle riforme che riguardano il mondo del lavoro (Danimarca, Paesi Bassi, Germania, Finlandia, Irlanda, ecc.).
Il contesto normativo non è sufficiente per creare i migliori ambienti di lavoro. Malgrado le numerose riforme riguardanti l’orario di lavoro in Francia, le aziende francesi non si posizionano neanche nei livelli alti della classifica. Oltre ad implementare delle politiche del lavoro a tutela del dipendente, le aziende premiate sono anche quelle che riescono ad inventare modi lavorativi innovativi e piacevoli, come l’ “Happy Hour” settimanale o mensile, l’organizzazione di seminari off-site, la decorazione e l’attrezzatura degli uffici, la creazione di un blog redatto direttamente dal direttore delle risorse umane, la partecipazione dei dipendenti al Comitato esecutivo, ecc.
Le aziende italiane non sono ancora spinte a partecipare a questo tipo di concorso. Tuttavia, la scarsità dei talenti dovrebbe essere un motore per moltiplicare gli interventi finalizzati a diventare un’azienda di riferimento.
Resta anche da vedere se la crescente notorietà di Great Place to Work finirà per incoraggiare più di un’impresa italiana ad investire nella sua risorsa più preziosa, ossia nel proprio personale, e a rinnovarsi in materia di gestione delle risorse umane.
Sia Conseil Italia
(*) Genencor è una società nata dalla fusione di Genetech e di Corning, il cui obiettivo è quello di esplorare le applicazioni industriali delle proteine. La società ricerca, sviluppa e vende biocatalizzatori ed altri supporti biochimici per l’agroalimentare, i prodotti sanitari di largo consumo (detersivi,…) e prodotti farmaceutici.
Articoli in : Change Management & HR,Innovazione,Pratiche internazionali
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